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Parco eolico
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Stop definitivo al maxi parco eolico “Energia Monte San Pacifico”

Stop definitivo al maxi parco eolico “Energia Monte San Pacifico”, previsto tra i territori di San Severino, Serrapetrona, Castelraimondo e Camerino. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha espresso giudizio negativo sulla compatibilità ambientale del progetto della Fred. Olsen Renewables Italy Srl, che prevedeva inizialmente sette aerogeneratori (poi scesi a cinque), alti fino a 206 metri, per una potenza complessiva di 36 MW.

La decisione, contenuta nel Decreto n. 510 del “Mase” e adottata di concerto con il Ministero della cultura, chiude un lungo iter tecnico-amministrativo. Alla base del provvedimento ci sono i pareri negativi della Commissione tecnica Pnrr-Pniec e del Ministero, che hanno evidenziato rilevanti impatti ambientali e carenze informative non superabili attraverso eventuali prescrizioni.

La bocciatura del progetto viene accolta con soddisfazione dai Comitati territoriali riuniti Appennino Marche – Coalizione Tess che definiscono il provvedimento “un’ottima notizia per la città d’arte settempedana”, sostenendo che l’impianto avrebbe provocato “un danno immane e irreversibile”.

I Comitati sottolineano inoltre la necessità di orientare la transizione energetica verso le cosiddette “aree grigie”, come capannoni, parcheggi, arterie stradali e siti industriali, puntando su efficientamento e risparmio energetico anziché sul consumo delle aree naturali.

Anche il sindaco Rosa Piermattei parla di una decisione accolta “con sollievo ed estrema soddisfazione”.

“Come Amministrazione comunale ci siamo sentiti in dovere, fin dal primo momento, di opporci a un progetto sproporzionato che avrebbe avuto un impatto devastante e irreversibile sul nostro patrimonio naturale e paesaggistico”, dice Rosa Piermattei sottolineando il lavoro svolto insieme a cittadini, associazioni e Comuni vicini.

Piermattei evidenzia infine come “la bocciatura del Ministero conferma la bontà delle nostre tesi e premia la fermezza con cui abbiamo difeso la nostra terra”.

La pronuncia ministeriale rappresenta così l’esito definitivo di un percorso nel quale il Comune di San Severino, prima, e la Regione Marche, dopo, avevano espresso formalmente la propria contrarietà.