È stata la splendida cornice di Villa Berta Resort Restaurant ad accogliere la presentazione del libro “Guido Picchio, 30 anni di storia giornalistica e fotografica”, il volume che ripercorre la carriera di Guido Picchio, fotoreporter, fondatore e direttore della testata online Picchio News.
Una serata che è andata ben oltre la presentazione di un libro. A San Severino, infatti, si è ritrovata una parte importante del mondo che, nel corso degli anni, ha incrociato il percorso professionale e umano di Picchio: familiari, amici, rappresentanti delle istituzioni, imprenditori e protagonisti della vita del territorio. Al centro, naturalmente, le fotografie e le storie che quelle immagini hanno saputo raccontare.
A condurre l’incontro è stata Daniela Gurini, chiamata a ripercorrere insieme agli ospiti le diverse stagioni della carriera del fotoreporter, attraverso testimonianze, ricordi e aneddoti. Presenti anche il sindaco settempedano Rosa Piermattei, il sindaco di Loro Piceno Robertino Paoloni e l’assessore del Comune di Macerata Deborah Pantana, oltre a esponenti del mondo imprenditoriale e industriale.
Dalla fotografia alle notizie
La parabola professionale di Guido Picchio affonda le radici nella fotografia. La sua esperienza comincia in un negozio nel centro di Macerata, dove per anni si dedica soprattutto a matrimoni, cerimonie e ricorrenze familiari. Un’attività che gli permette di affinare quello sguardo destinato poi a diventare il tratto distintivo del suo lavoro: la capacità di osservare, aspettare e cogliere l’attimo. La svolta arriva con la scelta di lasciare quell’attività per dedicarsi completamente al fotogiornalismo. Da quel momento la macchina fotografica diventa lo strumento con cui raccontare la realtà, seguendo gli avvenimenti e andando alla ricerca della notizia anche nei contesti più complessi. Tra le pagine del libro trovano spazio proprio alcune delle esperienze che meglio restituiscono il carattere di questa professione. Particolarmente significativo il ricordo del viaggio a Sarajevo nel 1994, nel pieno dell’assedio della città. Fu Andrea Angeli, funzionario delle Nazioni unite e amico di Picchio, a procurargli un giubbotto antiproiettile e un tesserino d’imbarco per consentirgli di raggiungere quella realtà drammatica e raccontarla attraverso le immagini.
Dai grandi eventi agli anni da paparazzo
Ma i trent’anni raccontati nel volume non sono soltanto cronaca e situazioni difficili. La serata di Villa Berta ha riportato alla memoria anche gli anni vissuti da paparazzo, con episodi che oggi possono essere ricordati con un sorriso, ma che allora significavano inseguimenti, tensioni e qualche rischio.
Lo stesso Picchio ha ripercorso alcune di quelle avventure: dai rullini sottratti alle denunce, dalle discussioni che hanno richiesto persino certificati medici agli scontri con i buttafuori fuori dai locali. Un’altra faccia di un mestiere che, soprattutto in quegli anni, richiedeva ostinazione, intuito e una buona dose di coraggio.
A dare un significato ancora più personale alla serata sono state le testimonianze di chi ha condiviso con Guido parte di questo lungo percorso. Ad esempio quella di don Felice Riva, amico di una vita, e quella dello stesso Andrea Angeli, legato al fotoreporter da una profonda amicizia.
Il libro diventa così il racconto di una professione, ma anche delle tante persone incontrate lungo la strada. Una sorta di album nel quale gli scatti diventano il punto di partenza per ricordare incontri, viaggi, avventure e momenti destinati a rimanere nella memoria.
Un traguardo condiviso con la famiglia
Non poteva mancare, in una serata dedicata a tre decenni di attività, il riferimento alla famiglia. Guido Picchio ha infatti dedicato il volume alla moglie Antonella e ai suoi familiari, riconoscendo loro un ruolo fondamentale dietro le quinte di una professione fatta spesso di partenze improvvise, trasferte, assenze e inseguimenti alla notizia.
A completare la serata è stata la proposta gastronomica di Villa Berta, chiusa dalla torta realizzata dalla gelateria Tutto Gelato di Macerata, prima dello spettacolo “90 Mania” di Daniele Mari, dedicato alla musica e alle atmosfere degli anni Novanta.
Il Settempedano





