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Settempeda Bike Tour, uno dei tratti più spettacolari. Nel riquadro Alessandro Bacaloni
Settempeda Bike Tour, uno dei tratti più spettacolari. Nel riquadro Alessandro Bacaloni

Cento chilometri di ‘paradiso’ col Settempeda Bike Tour

Alessandro Bacaloni, Massimo Giachetti e Francesco Rinaldi di San Severino, Mauro Micheli e Demis Ciuffetti di Matelica. Sono loro i primi bikers ad aver completato con una mountain bike muscolare (e non “assistita”) il “Settempeda Bike Tour”, nuovo percorso ideato dall’associazione “Bike Zone” di San Severino per scoprire appieno le bellezze ambientali e paesaggistiche del vasto territorio settempedano. Siamo stati i pionieri del percorso, fatta eccezione ovviamente per i responsabili del “Bike Zone” che lo avevano sperimentato personalmente nella fase realizzativa del progetto.

Abbiamo intervistato Alessandro Bacaloni.

Com’è allora questo percorso?

“E’ stato strutturato quasi esclusivamente su tracciati off road. Solo qualche breve trasferimento avviene su asfalto. L’anello abbraccia l’intero territorio comunale. Ci sono lungo il percorso dei check point con cassettine di legno su cui trovi un timbro da apporre alla propria scheda di partecipazione”.

Chi fosse interessato al “Tour” cosa deve fare?

“Deve seguire le indicazioni riportate sul sito dell’Asd Bike Zone. Una volta fatta l’iscrizione riceverà dagli organizzatori la traccia Gpx senza la quale è impossibile fare il percorso”.

Da dove si parte?

“Dal rione Settempeda presso la Casa del pane, dov’è situato il primo check point. Quindi, dal piazzale del Commercio si procede verso Pitino passando per la Pieve-Taccoli alta, zona Colmone, fino all’agriturismo Collina dei ciliegi. Procedendo si passa per Serralta alta, Collicelli, Aliforni e Corsciano: qui, nel bar del paese, c’è il secondo check point”.

E poi?

“Si va a Chigiano, il borgo rosa, Ugliano, Castel San Pietro, procedendo sulla collina e nel sottobosco. Dopodiché, passato Castel San Pietro, si sale sulla montagna da cui si vede Elcito dall’alto: una visuale molto suggestiva da ammirare a bocca aperta. Un’emozione bellissima”.

Da lì…

“Si scende verso l’abbazia di Valfucina (peccato che sia chiusa, perché è una delle chiese rupestri più antiche della zona) e si fa tappa a Elcito presso il Cantuccio, dove c’è anche la ricarica per le e-bike. E’ questo il secondo check point. Elcito non ha bisogno di presentazioni, è uno dei ‘paradisi’ delle Marche”.

Finora un “viaggio” straordinario. Come prosegue?

“Da Elcito si sale a Canfaito, dove c’è la faggeta che tutti conosciamo. Percorrendo la strada asfaltata si supera il monumento e si scende in direzione Pian dell’Elmo attraverso un sentiero bellissimo fino al sasso forato: una stupenda roccia tagliata a metà in cui si può passare all’interno con la bici. Quindi, si scende fino all’Abbazia di Roti, dove si svolse il concerto di Jovanotti per RisorgiMarche”.

Dopodiché?

“Si risale verso il Monumento del Capitano, si affiancano i laghetti in cui pascolano mucche e cavalli e si arriva ai prati di Gagliole. Da qui si passa al “rifugio Dignani” in cui c’è il terzo check point. Poi “discesa mucca trail”, che ormai tutti i bikers settempedani (e non solo) conoscono, e arrivo alla frazione di Serripola. Dopodiché si scende a San Severino, si attraversa il ponte Sant’Antonio e si risale sul versante opposto lungo il sentiero dell’ex Wainer fino al rifugio Manfrica in cui c’è l’ultimo check point. Si continua a salire per Torre Beregna e il Monte d’Aria (dove ci sono le pale eoliche) e, infine, si fa ritorno a San Severino percorrendo il sentiero Sherwood che affianca la Buca d’Aria ed è un must ormai per tutti gli amanti della mountain bike”.

Che esperienza è stata?

“E’ stata un’emozione unica completarlo! Con me c’era Massimo Giachetti, compagno di tante uscite. Consiglio di farlo con molta calma, portando con sé parecchia acqua perché purtroppo le fonti sono molto poche. Ho capito cosa vuol dire “avere sete” e l’importanza che questo bene naturale ha per l’intera umanità. Senza acqua non si può far nulla. Ovviamente si possono portare cibo e barrette energetiche, ma – ad esempio – al Cantuccio di Elcito si può mangiare un bel panino con ciauscolo o altri salumi, che è un po’ la nostra specialità”.

Voi quanto tempo avete impiegato?

“Siamo riusciti a completare un Tour del genere in una giornata, tanta era la voglia di farlo. E una volta a casa, ripensando a dove sei stato, capisci bene quanto siano stupendi la nostra San Severino e il territorio che ci offre. Bisogna quindi ringraziare i ragazzi del Bike Zone che stanno mettendo un grande impegno per pubblicizzare questa iniziativa, da cui deriva un ritorno d’immagine importante per tutti”.

Quante sono le tappe se un appassionato volesse impiegare più giorni?

“In base all’allenamento che una persona possiede si può suddividere il percorso in due o piu tappe. Ci sono numerose strutture nella zona in cui pernottare. L’ideale sarebbe programmare tre tappe: il primo giorno si affronta la zona di Pitino-Collicelli- Aliforni-Elcito pernottando la sera nel B&B che si trova a Elcito; il secondo giorno si pedala fra Elcito-Canfaito-Prati di Gagliole fino a San Severino, dormendo poi in città; infine, il terzo giorno si sale sull’altro versante: Manfrica, Monte d’Aria e ritorno dal Motocross”.

In tutto quanti chilometri sono?

“Sono circa 100 chilometri. Gli amanti delle marathon estreme li possono percorrere in un giorno, con 9 o 10 ore di pedalata, dipende dall’allenamento. Il consiglio resta uno: portarsi dietro tanta acqua”.

Per chi va in e-bike c’è modo di ricaricare da qualche parte?

“A Elcito sì, presso il Cantuccio. Magari consiglio di contattare prima i gestori del locale”.

Quali sono le “attrazioni” per i bikers?

“Sono innumerevoli: il castello di Pitino, la strada panoramica della Collina dei ciliegi, il castello di Serralta, quello di Aliforni, il borgo rosa di Chigiano, l’Abbazia di Valfucina, Elcito, Canfaito e la sua faggeta, il Sentiero del lupo e il sasso forato, l’Abbazia di Roti, il Monumento del Capitano (che ricorda il sacrificio dell’eroe partigiano Salvatore Valerio; ndr), i prati di Gagliole, il sentiero “mucca trail”, il Monte d’Aria con il suo parco Eolico, il sentiero di Sherwood, la Buca d’Aria o del terremoto”.

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