A dieci anni dalle devastanti scosse di terremoto che tra la seconda metà del 2016 e i primi mesi del 2017 hanno segnato profondamente il territorio, la Città di San Severino traccia un bilancio complesso e articolato dello stato della ricostruzione. Il percorso, avviato nell’immediato post-sisma con il primato di essere stato il primo Comune dell’intera area del cratere a rimuovere tempestivamente le macerie per consentire il rapido avvio dei cantieri, registra oggi numeri significativi sul fronte privato e un’imponente accelerazione sulle opere pubbliche.
Stando ai dati aggiornati ad agosto 2026, a fronte di un totale di 1.256 edifici dichiarati inagibili, le pratiche presentate ammontano complessivamente a 1.008, di cui 424 relative all’Ordinanza 4/2016, 136 all’Ordinanza 19/2017, 442 all’Ordinanza 100/2020 e 6 all’Ordinanza 13/2017, a cui si aggiungono 331 manifestazioni di interesse e 54 pratiche per la delocalizzazione delle attività produttive. I contributi concessi per la ricostruzione privata hanno raggiunto un importo di 481 milioni e 965 mila euro per 782 interventi, affiancati da 733.611,94 euro destinati alla delocalizzazione delle attività, mentre le opere pubbliche hanno visto l’erogazione di 40 milioni e 553 mila euro e l’edilizia religiosa di 2 milioni e 44 mila euro.
Le pratiche concluse con contributo economico sono 526 (di cui 6 per l’Ord. 4/2016, 5 per l’Ord. 19/2017, 42 per l’Ord. 100/2020 e 2 per l’Ord. 13/2017), mentre 47 sono state concluse senza finanziamento, 55 sono risultate rigettate, 57 hanno ricevuto un preavviso di rigetto, 15 hanno registrato la rinuncia al contributo e 5 sono state le revoche effettive.
Parallelamente al settore privato, la ricostruzione pubblica ha fatto registrare traguardi fondamentali grazie a un’azione amministrativa incessante guidata dal primo cittadino. Il successo più emblematico è giunto a conclusione con la lunga e complessa battaglia per la ricostruzione dell’Itts “Divini”: con un investimento complessivo di circa 14 milioni di euro, la struttura è rinata come una scuola modello all’avanguardia, concepita secondo le più moderne tecnologie antisismiche e in classe Nzeb (Nearly Zero Energy Building) a emissioni quasi zero, in grado di ospitare fino a 800 studenti con 32 aule, laboratori innovativi, spazi esterni dedicati allo sport e una nuova palestra.
Nel corso di questo decennio sono stati portati a termine numerosi interventi di recupero e restauro monumentale e funzionale, tra cui il restauro del Palazzo comunale in Piazza del Popolo e quello di Palazzo dei Governatori, attuale sede dell’ufficio sisma del Comune, oltre al completamento dei lavori all’Ipsia “Ercole Rosa” e alla ristrutturazione dell’appartamento di Porta Romana. Sul fronte scolastico e dei servizi socio-sanitari si ricordano la realizzazione della nuova scuola di via D’Alessandro, del nuovo asilo Gentili, nonché delle strutture del Centro socio educativo riabilitativo “Il Girasole” e del complesso residenziale “Dopo di noi” dedicato alle persone con disabilità, oltre ai rilevanti interventi di ammodernamento che hanno interessato il palasport comunale “Albino Ciarapica”.
La programmazione ha visto inoltre l’avvio dei cantieri presso la storica palazzina Scuriatti e nei cimiteri frazionali di Pitino, Cesolo e Corsciano, unitamente al pieno completamento di tutte le opere pubbliche finanziate dal Pnc, tra cui il restauro completo del Castello di Pitino, il recupero del giardino storico monumentale “Giuseppe Coletti”, la rigenerazione urbana di via Cesare Battisti e il ripristino della strada comunale di Straccialena.
Il Comune si avvia ora a concludere la fase progettuale per il recupero del plesso scolastico “Luzio”, mentre proseguono i percorsi per la rinascita dell’asilo “Talpa” e la realizzazione della nuova Casa di riposo “Lazzarelli”. A breve partiranno inoltre i cantieri nel complesso dell’ex Gil, al cinema Italia, il primo stralcio della fontana delle Sette Cannelle e i lavori per il nuovo asilo comunale “Gentili”.
“Sicuramente c’è molto da fare e la burocrazia rallenta il cammino della ricostruzione – sottolinea il sindaco Rosa Piermattei -. Non ci ha aiutato l’evento del Covid, che ci ha tenuti fermi per quasi tre anni, a cui si è aggiunta la guerra con il conseguente e considerevole aumento del costo delle materie prime, che ha imposto di ricominciare e fare una rivalutazione di tutte le spese e di tutti i contributi praticamente in tutti i cantieri. Ma dall’altra parte, la Città di San Severino ha portato a termine le prime opere pubbliche riconosciute e ora sta lavorando sul secondo stralcio, un intervento complessivo di oltre 40 milioni di euro dove è ricompresa la realizzazione della nuova Casa di riposo, per la quale a causa della burocrazia stiamo perdendo del tempo prezioso. Sono trascorsi dieci anni, sono tanti, e molte persone della nostra comunità sono anziane, incontrano difficoltà e desiderano fortemente ritornare nelle proprie abitazioni. Mi auguro proprio, vista l’accelerazione che abbiamo avuto negli ultimi due anni, che il percorso possa proseguire ancora più celermente, in modo da consentire a tutti di tornare a una vita normale e di poter pensare al futuro e a come ripopolare questi luoghi”.
Il Settempedano
