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La consegna dell'onorificenza al Capitano di fregata Niccolò Ricci
La consegna dell'onorificenza al Capitano di fregata Niccolò Ricci

Il Capitano di fregata Niccolò Ricci insignito dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica

Oltre a Francesco Losurdo, già comandante della Stazione dei Carabinieri di San Severino, un altro cittadino di San Severino è stato insignito ieri – martedì 2 giugno – dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana. Parliamo del Capitano di fregata Niccolò Ricci, in servizio attualmente presso il quartier generale della Marina di Ancona. A consegnargli il diploma in Piazza della Libertà, a Macerata, è stato il prefetto Giovanni Signer assieme al vicesindaco di San Severino, Jacopo Orlandani, e al Comandante dell’Ufficio circondariale marittimo di Civitanova Marche, Tenente di vascello Chiara Boncompagni.

Niccolò Ricci è nato nel 1978 a Pisa e, dopo aver frequentato l’Accademia navale di Livorno, ha iniziato la sua carriera in Marina. E’ stato destinato al comando Nato di Londra e poi ha rappresentato l’Italia in diversi contesti internazionali, ottenendo anche una croce commemorativa per le operazioni di sicurezza internazionale in Afghanistan. Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, gli ha concesso la distinzione onorifica di cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana “per le non comuni competenze professionali, per la dedizione e l’impegno profusi in ambito lavorativo”.

Niccolò Ricci vive da tempo ormai a San Severino, dove è sposato con Gilla Cipolletti ed è padre di due splendidi bambini, Erio e Adele.

«E’ stata una bellissima giornata in cui i giovani sono stati protagonisti leggendo alcuni articoli della nostra Costituzione”, ha sottolineato il prefetto Giovanni Signer a margine della cerimonia.

“Voglio ricordare – ha poi aggiunto il prefetto – che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo discorso per questo anniversario ha fatto riferimento proprio alle giovani generazioni, all’importanza di ricordare loro il valore storico di ciò che è accaduto ottanta anni fa, ma soprattutto un monito per tutti coloro che esercitano una funzione pubblica ad essere sensibili all’ascolto dei giovani perché è uno degli aspetti che garantiranno una coesione sociale ancora maggiore”.