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L'Abbazia di Roti
L'Abbazia di Roti

Unione montana: approvato il progetto per il recupero dell’Abbazia di Roti

È un gioiello dimenticato in mezzo alla natura l’Abbazia di Roti (o Rotis), di cui restano le strutture portanti, al confine dei territori comunali di Matelica e San Severino. La Giunta dell’Unione montana ha approvato il progetto per il recupero del complesso, che ha alle spalle una lunga e importante storia.

Il monastero, infatti, esistente perlomeno fin dall’XI secolo, ospitò i monaci dell’ordine benedettino e durante il Medioevo fu importante tappa di pellegrinaggio, situata in posizione strategica nel punto d’unione tra le strade che portavano a Matelica, Cingoli e Jesi, fino a tutta la costa adriatica. Secondo i documenti, fino al XVIII secolo l’Abbazia di Roti fu anche sfondo dei festeggiamenti dedicati alla Vergine, in quanto luogo dedicato a Santa Maria delle Grazie, titolo oggi passato alla Chiesa di Braccano.

“Con orgoglio e grande emozione abbiamo approvato, durante la Giunta dell’Unione montana, il progetto esecutivo per il recupero dell’Abbazia di Roti – ha dichiarato il presidente dell’Unione montana e sindaco di Matelica, Denis Cingolani –. Grazie al finanziamento di 3.500.000 di euro ottenuto con l’ordinanza 13/2023 del commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, il progetto finalmente potrà prendere forma. Un grande passo per la rinascita di questo complesso monastico rimasto per troppi anni danneggiato. Ci tengo a ringraziare, oltre ovviamente al commissario Castelli, anche tutto l’ufficio tecnico dell’Unione montana per il prezioso lavoro”.