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La Natività dell'edizione 2026
La Natività dell'edizione 2026

Il Presepe vivente batte la pioggia: accolto con successo nella basilica di San Lorenzo

Una sfida alle intemperie ed ai malanni di stagione all’insegna della continuità. È il senso della 61^ edizione del Presepio vivente di San Severino che si è tenuto, contrariamente a quanto annunciato in precedenza, non a Castello al Monte ma nella basilica di San Lorenzo di cui padre Luciano Genga ne è custode.

Condensati ma significativi gli scorci proposti dai figuranti di Pro loco e Pro Castello, organizzatori insieme al Comune della rievocazione della Natività, che hanno calamitato l’attenzione dei visitatori.

Il Bambinello ha fatto la sua apparizione, sorridente, alle 16, il tempo di attrezzarlo ad hoc, da parte di Maria e di San Giuseppe, per il clima rigido della cripta.

Poi il tradizionale canto della Pasquella, che chiude le festività natalizie con canti augurali, ha accompagnato l’evento prima della benedizione finale del Bambinello.

Il Presepe vivente di San Severino vanta una lunga storia: è considerato il più importante e antico della regione. Nato nel 1957 da un’intuizione del compianto don Amedeo Gubinelli, l’evento ha saputo rinnovarsi decennio dopo decennio, coinvolgendo centinaia di figuranti e attirando migliaia di turisti da tutte le Marche. Anche questa volta non si sono volute tradire le attese dei fedeli.

Lu.Mus.