Nel pomeriggio di venerdì 11 aprile, si è tenuta al cinema-teatro Italia l’inchiesta pubblica illustrativa e consultiva relativa alla realizzazione di un impianto eolico che dovrebbe coinvolgere i territori di San Severino e Gagliole: sono previsti nove aerogeneratori per una potenza totale di 29,7 MW. Diversi cittadini hanno partecipato all’incontro, numerosi rappresentanti di comitati per la tutela dell’ambiente e vari esponenti politici locali di ogni schieramento: il tema è importante e i partecipanti hanno resistito per tre ore all’incontro pubblico, dove oltre a essere stato illustrato il progetto nel dettaglio, sono stati raccolti diversi interventi nei confronti della struttura.
L’incontro è stato coordinato dal funzionario regionale Roberto Ciccioli, presente insieme agli altri funzionari responsabili dell’autorizzazione e della valutazione dell’impatto ambientale del progetto. Oltre a molti esponenti politici locali, erano presenti per la società responsabile del progetto Wind Energy Gagliole SRL (controllata da Blunova, holding che fa parte del gruppo pescarese “Carlo Maresca”), il legale rappresentante Emanuele Mainardi, l’ingegner Roberto Lorenzotti e l’avvocato esperto di diritto ambientale Michele Cimino.
I primi a intervenire nell’incontro sono stati i sindaci dei due Comuni coinvolti, Rosa Piermattei (San Severino) e Sandro Botticelli (Gagliole).
Rosa Piermattei ha espresso chiaramente la contrarietà dell’Amministrazione alla realizzazione dell’impianto: «Crediamo in una politica che ascolta, che condivide, che non impone dall’alto scelte che rischiano di compromettere in modo irreversibile il nostro patrimonio paesaggistico e ambientale. L’Amministrazione comunale di San Severino ha dichiarato con chiarezza e determinazione la totale contrarietà a qualsiasi progetto che deturpi il nostro territorio; così ci siamo già espressi in Consiglio comunale. La posizione dell’Amministrazione è netta e condivisa anche dalla Soprintendenza che proprio di recente ha espresso parere contrario all’intervento». Poi ha proseguito: «Siamo consapevoli della necessità di uno sviluppo sostenibile che tenga conto anche delle energie rinnovabili, ma la sostenibilità non può mai andare a scapito dell’identità e della bellezza dei luoghi in cui abitiamo, né ignorare le esigenze e le opinioni delle persone che vivono quotidianamente in questi territori. Uniti cerchiamo di fare il bene della nostra comunità, dei nostri territori, soprattutto salvaguardare le bellezze del nostro territorio».
Anche il primo cittadino di Gagliole, Sandro Botticelli, ha espresso un parere negativo nei confronti del progetto: «Noi del Comune di Gagliole, nelle nostre osservazioni, abbiamo dato un parere pressoché tecnico, rispondente al nostro piano regolatore che vieta qualsiasi intervento sulle aree che risultano protette. E ho acquisito anche le preoccupazioni dei cittadini e sono preoccupazioni condivise per questo progetto megagalattico, perché se dovesse essere realizzato, ci preoccupa molto: non solo per l’impianto delle pale in sé, ma anche per la viabilità necessaria per poter posizionare queste pale che comunque raggiungeranno 180 metri di altezza, quindi con un impatto sull’ambiente e anche sulla biodiversità e sulla fauna che ci preoccupa molto. Non abbiamo pregiudizi sull’energia rinnovabile, ma purché i progetti siano compatibili con l’ambiente che dobbiamo salvaguardare, anche perché abbiamo investito fondi del Pnrr per salvaguardare i nostri borghi e creare vie escursionistiche sui paesaggi che potrebbero essere pregiudicati da opere così grandi».
Successivamente, ha preso la parola Emanuele Mainardi, il legale rappresentante della Wind Energy Gagliole, il quale ha descritto il gruppo “Carlo Maresca” di Pescara. Un’azienda attiva da sessant’anni nel settore delle costruzioni, della catena alberghiera e, dai primi anni 2000, nel settore energie rinnovabili (sia fotovoltaico che eolico) attraverso la subholding Blunova. Mainardi ha affermato che il progetto in questione «parte dal quadro normativo. A livello europeo, per gli obiettivi che ci siamo dati, l’Italia, al 2030, deve installare 80 GW in più di energie rinnovabili. La regione Marche deve incrementare la propria potenza sulle rinnovabili per 2,3 GW, negli ultimi anni sono stati installati 300 MW e ne mancano quindi 2000. Questo ritardo è dovuto anche al ritardo, in tutte le regioni, dell’emanazione della legge regionale sulle aree idonee, una legge che aiuterebbe molto le amministrazioni e le società per la valutazione di questi progetti e di queste aree idonee». Mainardi ha proseguito affermando che «purtroppo con le energie rinnovabili un impatto paesaggistico c’è e ci sarà sempre. Quindi, nel momento in cui c’è una volontà politica o locale di realizzare questi progetti, per noi è importante condividere il percorso. Se poi la volontà politica o locale non c’è, non siamo quelli che si mettono a fare le “guerre di religione”, perché sono guerre che vanno avanti per anni e non portano a niente. Speriamo quindi di poter individuare un percorso condiviso».
Il progetto che dovrebbe coinvolgere Gagliole e San Severino è stato pensato, riferiscono i rappresentanti dell’azienda, nel 2021, quando hanno incaricato l’Università Politecnica delle Marche di studiare il potenziale eolico della regione Marche e si sono basati sui dati rilevati. Stando alla presentazione del progetto, fatta dall’ingegner Lorenzotti, esso è stato realizzato tenendo conto degli aspetti ambientali, naturalistici, rispettando i vincoli vigenti nelle aree interessate. L’ingegnere, inoltre, ha detto che «la regione Marche, nel 2005 e nel 2007, individuò tre aree fondamentali, idonee per l’attuazione di progetti eolici. Due nella provincia di Macerata, e l’area di Gagliole-San Severino, individuata MC2, è una di queste idonee».
Le nove pale che dovrebbero essere installate saranno alte, nel complessivo, 180 metri (il rotore a 112 metri di altezza, il diametro delle pale 146 metri); i collegamenti stradali tra le pale prevedono delle carreggiate di circa 5 metri, saranno installate delle piazzole per la costruzione delle pale, il basamento dovrebbe essere di circa 500 metri cubi di calcestruzzo (sono previsti nel progetto dei piani di monitoraggio annuale per fauna e vegetazione).
Dopo la presentazione, diversi partecipanti hanno espresso le loro opinioni, pochissime favorevoli e molte contrarie. Chi nutre dubbi nei confronti del progetto teme per l’impatto ambientale (quindi turistico e sociale) conseguente all’attuazione di un progetto così importante.
L’ingegner Americo Eugeni ha chiesto: «Questo progetto raggiungerà effettivamente l’obiettivo per cui è stato individuato? Non mi riferisco tanto all’obiettivo di potenza installato, ma all’effettiva produzione di energia elettrica».
Francesco Ranciaro, presidente del circolo Legambiente “Il Grillo”, ha sottolineato la necessità di un monitoraggio della situazione dell’avifauna prima della realizzazione dell’impianto, chiedendo inoltre assicurazioni sull’eventuale futuro smantellamento dell’impianto (a fine ciclo). Sempre rimanendo nell’area di Legambiente, ha preso la parola anche Marco Ciarulli, presidente Legambiente Marche, affermando: «Per chi ci conosce, sa che siamo a favore della transizione energetica nei territori, e la transizione energetica ha bisogno anche dell’eolico. Noi abbiamo già presentato le nostre osservazioni alla regione Marche, quindi vado dritto alla riflessione: inviterei gli amministratori a una riflessione più lungimirante rispetto alle decisioni immediate di “no”. Magari questo progetto non sarà fatto, ma da qualche parte questa transizione energetica va fatta, e noi nelle Marche non la stiamo facendo. Non arriveremo mai al 2030 per gli obiettivi energetici: siamo in ritardo e pensare di non fare niente, di non fare gli impianti per tutelare l’ambiente, è un pensiero legittimo, ma, per gli amministratori e le associazioni di più ampio respiro che vogliono trattare i problemi ambientali, questo significa non andare avanti e continuare ad alimentare il nostro attuale sistema di energia: ricordiamo che il 70% di energia che utilizziamo proviene da fonti fossili. Continuare a non fare niente significa continuare ad alimentare le lobby del gas».
Di parere contrario Renato Campetella, rappresentante dell’associazione Aiace: «Rappresento un Comitato contrario a questo sistema di innovazione tecnologica ed energetica, perché riteniamo che sia una disgrazia per questo territorio. Un territorio che ha purtroppo subito in tutti questi anni una infinta quantità di disastri naturali e che ancora sta arrancando per uscire da questa situazione, che è quella della ricostruzione post sismica. Un problema che riteniamo di fondamentale importanza è l’impatto idrogeologico per quanto riguarda il crinale delle coste appenniniche, una realtà geologica molto instabile. L’ambiente è la casa comune che deve essere gestita secondo certi valori identitari che rappresentato l’identità di un territorio che ha già dato tanto. E questa energia non sarà venduta qui, entrerà nel libero mercato, nel circuito nazionale. Ben vengano le comunità energetiche locali, ben vengano le energie rinnovabili senza distruggere l’identità territoriale».
L’avvocato Marco Massei ha espresso la sua contrarietà al progetto: «Al di là dell’interessante illustrazione che avete fatto, mi pare di aver capito che avete tutti contro, come sindaci e Soprintendenza. Ho letto tutte e 15 le osservazioni ed effettivamente le criticità sono moltissime. Da cittadino settempedano, mi meraviglio che sia stata ipotizzata una zona per il progetto come questa e che non siano stati ipotizzati, da parte della regione, di apporre dei vincoli in tutta la nostra zona dei Sibillini. Mi chiedo: sono state fatte le valutazioni circa la viabilità? Perché realizzare delle strade di 4-5 metri per arrivare nei luoghi dove sarà realizzato il parco eolico non è il massimo, e credo che verrà snaturata una zona dalla vocazione montana e agricola. I materiali che verranno portati sui luoghi, immagino, saranno di impatto enorme, con mezzi che dovranno raggiungere delle zone tutelate, zone destinate alla bellezza: il nostro patrimonio di marchigiani. Ho letto che si tratta di piccole pale, ma il concetto di piccole è relativo, non credo che si tratti di piccole dimensioni quando si parla di pale di 180 metri. Non sono contro le energie rinnovabili, sono a favore, ma le energie rinnovabili devono essere portate avanti con metodologie che siano non di impatto con il nostro territorio».
Anche l’ex consigliere regionale Luigi Zura Puntaroni ha fortemente espresso la sua contrarietà al progetto presentato.
Anche i successivi interventi hanno evidenziato la contrarietà al progetto, riportando dubbi in merito alla mancata progettazione e identificazione delle aree idonee e gli eventuali danni al turismo, come detto dall’ingegner Michele Cruciani.
Andrea Astraceli dei Comitati territoriali riuniti Sassoferrato – Fabriano, ha criticato l’impianto, sottolineando come le pale eoliche impattino sull’ambiente e sul turismo, affermando anche che un altro progetto «molto simile era stato respinto qualche anno fa, con parere negativo della Soprintendenza: quello di oggi è identificato nello stesso punto. Non si capisce perché un proponente vada proprio a riproporre un impianto dove è stato respinto. È un pessimo inizio».
Simone Vitaletti del Tess (Transizione energetica senza speculazioni) ha parlato non solo dell’impatto dell’impianto Gagliole – San Severino, ma dell’impatto cumulativo di tutte le pale previste per i territori dell’Appennino umbro-marchigiano fino al crinale toscano: si prevedono di installare circa 198 pale eoliche, un impatto ambientale rilevante (ricordando inoltre che ogni torre eolica richiede circa 500 metri cubi di calcestruzzo).
Manuela Fiorentino ha evidenziato come le popolazioni vengano sempre coinvolte a posteriori quando si tratta di questi progetti e mai prima della loro presentazione, dichiarando che il progetto in oggetto ricalcherebbe un vecchio piano dell’Edison, abbandonato perché gli anemometri avevano registrato scarso vento; ha inoltre dichiarato che le pale di Gagliole cadrebbero all’interno di un parco storico della memoria legato alla Resistenza (aspetto sottolineato anche nell’intervento di Sandro Bisonni, Alleanza Verdi-Sinistra). Danilo Baldini, Lac (Lega abolizione caccia), ha sottolineato l’importanza di tutelare l’area dei prati di Gagliole per la sua importante presenza di avifauna.
Alla fine dell’inchiesta, il funzionario regionale Ciccioli ha ricordato che il rendiconto dell’incontro sarà raccolto e pubblicato sul sito della regione Marche, e fino a fine mese potranno essere fatte altre osservazioni da presentare alla ditta proponente per le eventuali valutazioni ed adeguazioni.
Silvio Gobbi
Il Settempedano






