Un artista dimenticato per secoli, una storia ancora in gran parte da ricostruire e un legame particolarmente significativo con il nostro territorio. È dedicata a Paolo Marini da San Severino (1642-1695) la conferenza in programma mercoledì 19 agosto, alle ore 21, nell’Auditorium Santo Spirito di Cingoli.
A guidare il pubblico alla scoperta del pittore sarà Michela Sacchi, studiosa che negli ultimi anni ha contribuito in modo importante alla riscoperta di Marini. La ricerca è confluita anche in un ampio articolo pubblicato nel 2025 sulla rivista specializzata Arte marchigiana. A introdurre l’incontro sarà Matteo Mazzalupi.
Marini fu una figura di rilievo nel panorama artistico marchigiano della seconda metà del Seicento. Originario di San Severino, lavorò in numerosi centri della regione, lasciando testimonianze in chiese, musei e collezioni private. Dopo la sua morte, tuttavia, il suo nome cadde progressivamente nell’oblio, fino a una recente riscoperta che ha permesso di ricostruirne con maggiore precisione la vicenda artistica.
Un ruolo fondamentale in questo percorso è stato svolto dalle note manoscritte ottocentesche di Giuseppe Ranaldi, suo concittadino, alle quali si sono aggiunti i documenti d’archivio che oggi consentono di delineare più compiutamente la biografia del pittore. Il catalogo delle opere attribuite a Marini comprende attualmente circa quaranta lavori, tra tele e affreschi.
A Cingoli Marini lasciò una presenza artistica di grande rilievo, intervenendo nella decorazione di quasi tutta la chiesa di San Filippo, oltre a realizzare due tele per la chiesa dei Cappuccini. Proprio per questo la conferenza si tiene sul “Balcone delle Marche”.
Le ricerche che Michela Sacchi sta portando avanti permetteranno di seguire l’evoluzione della carriera di Marini, segnata da viaggi di formazione e da soggiorni a Roma, dove il pittore ebbe modo di confrontarsi con l’ambiente artistico della capitale e di aggiornare il proprio linguaggio. Attraverso i documenti, le opere e le vicende personali emergerà così il profilo di un artista capace di inserirsi nel vivace contesto culturale delle Marche del Seicento.
Al termine dell’incontro è prevista una visita guidata dallo stesso Matteo Mazzalupi all’interno della chiesa di San Filippo, dove il pubblico potrà osservare direttamente alcune delle opere legate alla produzione di Paolo Marini e approfondire sul posto quanto illustrato durante la serata.
Il Settempedano


