Nel pomeriggio di venerdì 7 novembre, nei locali dell’Istituto di Istruzione Superiore “F. Filelfo” di Tolentino, è stata inaugurata una nuova biblioteca intitolata a Luciano Guardati, il professore di fisica scomparso tre anni fa a causa di una malattia. Alla cerimonia erano presenti i figli, Francesco e Simone, la moglie Anna Maria, le colleghe e i colleghi, alcuni degli amici e dei conoscenti più stretti di Luciano.
Hanno preso la parola il sindaco di Tolentino, Mauro Sclavi, il dirigente scolastico del Filelfo, prof. Donato Romano, le docenti che hanno coordinato il progetto della biblioteca, Cristina Lembo e Sandra Cola, e Laura Mocchegiani, bibliotecaria della “Mozzi-Borgetti” di Macerata e referente provinciale per le biblioteche.
Durante l’incontro, è stata ricordata l’importanza della biblioteca come luogo fondamentale per la crescita dei giovani: uno dei pochi posti rimasti dove è possibile conoscere, riflettere e condividere liberamente con gli altri, un luogo in cui si può accedere facilmente alla conoscenza e condividerla con il prossimo. Uno spazio dove si rafforza il piacere e l’importanza della lettura e dove la conoscenza incontra la socialità: il luogo perfetto da intitolare a Luciano.
Come ricordato dalla professoressa Lembo: «Questa nostra “piccola” sala la vogliamo intitolare al nostro collega, il professor Luciano Guardati, collega che ci ha accompagnati per tanti anni e con il quale abbiamo condiviso tante esperienze ed aneddoti. Lui aveva un animo molto sensibile: era un docente di fisica, ma si definiva un poeta. Quindi, ci è sembrato importante dedicare ed intitolare questo spazio a lui, perché appunto possa continuare ad accompagnarci in questo viaggio».
La professoressa, dopo aver letto la poesia di Luciano Briciole di presenza, una poesia scritta molti anni fa in occasione della morte del padre (un testo significativo sulla forza del legame tra padre e figlio oltre la morte), ha lasciato la parola al figlio maggiore di Luciano, Francesco: «Sono emozionato e commosso. A nome di mio fratello, Simone, e di nostra madre, Anna Maria, ci tengo a ringraziare tutti voi per questo evento. Non è stato facile metabolizzare la perdita di mio padre e, a distanza di tre anni, mi capita spesso di pensare alle ultime parole che diceva nei suoi ultimi giorni. Aveva in mente una biblioteca per i ragazzi, e intitolargli una biblioteca è il modo migliore per ricordare il “papi”, come lo chiamavamo noi. Ricordo come, nel suo ultimo periodo di vita, desse sempre più importanza alla poesia, a quel “qualcosa di non materiale” che avrei potuto portare con me e comunicare per sempre. Ora ho capito che anche la poesia è ciò che un padre può lasciare a un figlio per mantenere vivo il legame anche dopo la morte».
Infine, è stata scoperta la targa dedicata a Luciano Guardati ed è stato ufficialmente tagliato il nastro della nuova biblioteca, pronta così ad accogliere le studentesse e gli studenti della scuola dove Luciano ha insegnato per tanti anni.
Silvio Gobbi
Il Settempedano
