di Maurizio Verdenelli
Ha festeggiato nella ‘sua’ Treia padre Giovanni Petrelli i 40 anni di sacerdozio, in quel settembre 1986 dall’ordinazione nelle mani di mons. Tarcisio Carboni, il vescovo ‘santo’ cui si deve il seminario internazionale Redemptoris Mater a Macerata.
Padre Petrelli (classe ’49) appartiene alla congregazione ‘Figli dell’Immacolata Concezione’ creata da fra Luigi Maria Monti all’interno dell’ospedale Santo Spirito a Roma per dare supporto e assistenza ai malati.
Novizio nel 1965, professione perpetua nel 1975 e dopo 11 anni l’ordinazione sacerdotale. Un percorso (“Ho ricevuto più dell’aver dato”, dice lui) al servizio dei fragili, degli anziani con varie e serie patologie, dei giovani travolti dalle molte problematiche sociali, e di disabili gravissimi.
In particolare a sostegno di quest’ultimi, padre Petrelli fra le tante città, è stato in Sardegna ad Oristano per un quarto di secolo responsabile del Centro ‘Il Gabbiano’. Ora è a Saronno (Varese) nella sede centrale della Congregazione dov’è sepolto il fondatore Monti.
A Treia dove torna ogni volta che può, legatissimo alla Sua bella cittadina natale, padre Giovanni ha celebrato la messa con numerosi confratelli nella chiesa di San Michele in pieno centro storico. Poi a tavola tutt’ insieme con i tanti fedeli a lui affezionati al ristorante ‘Il Confine’. Un pranzo allietato dalla musica popolare dei ‘Cantastorie passotreiesi’ con Luciano Carletti e Ilenia Porfiri (voce e violino).
Un messaggio infine con esortazione finale rivolto ai giovani da padre Petrelli: “Fate un periodo di volontariato (anche un anno soltanto) al servizio dei deboli, degli ultimi: toccherete con mano i valori veri dell’umanità e crescerete senza bisogno di altri modelli, soprattutto di quelli del mercato e della società consumistica che tanto spesso si sostituisce alle famiglie”.
Il Settempedano



