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Parte della locandina che riassume le celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco
Parte della locandina che riassume le celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco

San Francesco, 800 anni dalla morte: le celebrazioni in città

Ottocento anni dopo la morte di san Francesco d’Assisi, avvenuta alla Porziuncola il 3 ottobre 1226, anche San Severino si prepara a celebrare solennemente l’ottavo centenario del suo «transito». Una ricorrenza che qui assume un significato particolare perché il legame fra il santo e la nostra città non appartiene soltanto alla devozione, ma è documentato dalle fonti e da anni oggetto di studi storici, come è stato ribadito anche in occasione del recente convegno organizzato al Feronia.

Francesco passò infatti per il territorio settempedano in più occasioni, lungo i suoi itinerari nelle Marche, e proprio a Colpersito è legata una delle pagine più significative della sua presenza nella regione. Gli studi più recenti hanno ricostruito almeno due passaggi storicamente accertati, approfondendo anche il rapporto del santo con la comunità femminile di Colpersito e con il luogo che oggi ospita il convento dei Cappuccini.

Il programma delle celebrazioni ruota attorno al tema scelto per questo anniversario: «Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra morte corporale». Non soltanto, dunque, il ricordo di una morte avvenuta otto secoli fa, ma una riflessione sul modo in cui Francesco affrontò la sofferenza e l’avvicinarsi della fine, trasformando persino la morte in una dimensione di fraternità e affidamento.

Il momento centrale – venerdì 2 ottobre alle 21 nella chiesa di San Lorenzo – sarà il convegno dal titolo «L’incontro con Sorella Morte. La fatica di Francesco di Assisi nella sofferenza e i nostri aiuti per alleviare il dolore». Un appuntamento che mette insieme prospettive diverse: quella teologica e francescana di fra Pietro Maranesi, professore di teologia e francescanesimo ad Assisi e Roma, e quelle mediche e assistenziali di Giampiero Di Serafino, direttore dell’Unità operativa complessa di Terapia del dolore dell’Ast di Macerata e referente clinico dell’Iom di Macerata, e di Sergio Giorgetti, già responsabile dell’hospice di San Severino. Si parlerà quindi della sofferenza di Francesco, ma anche dell’esperienza contemporanea delle cure palliative, dell’assistenza domiciliare e dell’hospice: un confronto fra la vicenda del Santo e il modo in cui oggi la società cerca di accompagnare la persona nella fase terminale della vita.

La giornata di sabato 3 ottobre sarà invece dedicata alla preghiera. Alle 21 è prevista una veglia di preghiera, preceduta dalla fiaccolata dal Monastero di Santa Chiara al Convento dei Cappuccini, dove sarà celebrato il Transito di san Francesco. A presiedere sarà fra Filippo Maria Caioni, ministro provinciale Ofm Cap.

Infine, domenica 4 ottobre, festa di san Francesco e ottavo centenario della sua morte, il programma si concluderà con la solenne celebrazione eucaristica alle 18.30 nella chiesa di San Domenico, presieduta da fra Simone Giampieri, ministro provinciale Ofm.

A fare da cornice alle celebrazioni sono la Novena e Solennità di San Francesco al monastero Santa Chiara che, iniziate il 25 settembre e articolata attraverso una serie di meditazioni dedicate alla figura del santo e al suo messaggio, andranno avanti fino alle celebrazioni del 3 e 4 ottobre.

Un anniversario che, dunque, a San Severino non guarda soltanto agli otto secoli trascorsi. Il tema scelto porta il discorso fino a una questione molto contemporanea: come stare accanto a chi soffre, come prendersi cura della persona e come affrontare il limite e la morte senza lasciare solo chi li attraversa. Un modo particolarmente concreto per ricordare Francesco a ottocento anni dal suo ultimo viaggio.