Un messaggio di cordoglio che torna a svelare una pagina intensa di storia e di profonda umanità è giunto al sindaco Rosa Piermattei in occasione della scomparsa del cardinale Edoardo Menichelli.
A inviarlo, dopo quello del fratello Riccardo Di Segni, rabbino capo della comunità ebraica di Roma, è stato il professor Elio Di Segni, protagonista diretto insieme alla sua famiglia, di origine ebraica, di una incredibile pagina di storia quando venne ospitato e protetto a Serripola, frazione di San Severino, negli anni cruciali dell’occupazione nazifascista, tra il 1943 e il 1944. Un legame che da sempre, e per sempre, ha legato la storia personale del cardinale Menichelli, nato proprio a Serripola, agli eventi della Resistenza locale.
Nel suo messaggio, Di Segni ha inteso esprimere grande tristezza, ricordando il cardinale come una figura di eccezionale valore: “Edoardo era una personalità speciale, ricca di umanità e di capacità di agire continuamente a favore del prossimo. Il calore umano con cui si è ricollegato, 60 anni dopo il nostro primo incontro, a me e mia sorella (i bambini con cui aveva giocato a Serripola nel periodo clandestino, negli anni 1943-44) è stato per noi un esempio vivente di umana empatia. Sentitemi vicino a tutta la Città di San Severino Marche in questo triste momento”.
La toccante testimonianza del professor Di Segni, che insieme ai fratelli Frida e Riccardo è stato insignito della cittadinanza onoraria di San Severino Marche, mette in luce non solo le virtù cristiane del cardinale Menichelli ma anche il profondo senso di accoglienza e solidarietà che caratterizzò la comunità di Serripola in uno dei momenti più oscuri della storia italiana.
Il cardinale Menichelli, “Don Edoardo” per i settempedani, non dimenticò mai le sue radici, né le preziose amicizie nate in quegli anni difficili.
Il Settempedano


