L’olio extravergine di oliva di San Severino fa il suo ingresso nel mondo della moda mare internazionale. In questi giorni, durante la fiera del beachwear “Maredamare” – in programma a Firenze presso la “Fortezza da Basso” dal 19 al 21 luglio – uno stand speciale ha ospitato i migliori produttori dell’olio Evo del territorio, offrendo l’occasione per far degustare a un pubblico internazionale i sapori e profumi unici di questo prodotto di eccellenza delle colline marchigiane.
Quest’anno, in via del tutto eccezionale, sono stati invitati alla 18^ edizione della fiera internazionale “Maredamare”anche i produttori d’eccellenza di olio del territorio maceratese. In particolare l’Associazione Coroncina di Pievefavera e l’Azienda Agricola Fattobene Simone di Sant’Elena di San Severino sono stati prescelti per far conoscere queste eccellenze ai buyer stranieri presenti al salone fiorentino.
La missione di questi ambasciatori del territorio era quella di presentare agli imprenditori del settore una selezione degli oli dell’Alto Maceratese durante alcune pause della fiera. I produttori locali hanno offerto degustazioni e illustrato gli abbinamenti ideali che si possono realizzare con i blend e monovarietali del territorio.
L’iniziativa rappresenta una novità assoluta: l’incontro tra la moda mare internazionale e l’olio extravergine marchigiano.
L’idea è stata del dottor Alessandro Legnaioli, presidente di Maredamare, maturata nelle recenti visite in occasione della “Festa dell’olio nuovo” e della vendita all’asta dei migliori lotti che si ripete da diversi anni a fine novembre a San Severino presso il ristorante Due Torri di Paolo Severini.
«La Comunanza Extravergine Alto Maceratese nasce dall’incontro tra cultura agricola, rispetto per la terra e spirito collettivo. Siamo una rete di piccoli produttori, custodi di un patrimonio fatto di olivi antichi, saperi condivisi e impegno quotidiano – spiegano i rappresentanti della Comunanza Extravergine Alto Maceratese -. Il nostro olio extravergine non è solo un prodotto: è un racconto di territorio, di biodiversità e di legami autentici. Coltiviamo insieme qualità, sostenibilità e identità, per portare sulle tavole un sapore che parla di colline, lavoro e futuro».
Il Settempedano


