Emmanuel Mouret continua la sua indagine psicologica sulle relazioni umane attraverso la commedia drammatica. Con Tre amiche, il regista francese realizza un’opera che sa ben scavare nelle difficoltà dell’amore e dell’amicizia, nel precario equilibrio tra queste due componenti fondamentali nella vita di ogni individuo: l’autore racconta questa nuova storia sempre attraverso la dolcezza e l’amarezza, con una fantasia che non abbandona mai la concretezza della realtà, come aveva già ben dimostrato in Una relazione passeggera.
Alice (Camille Cottin), Rebecca (Sara Forestier) e Joan (India Hair) sono tre amiche da molto tempo. Alice vive una relazione apparentemente stabile con il proprio compagno Éric (Grégoire Ludig), ma l’uomo la tradisce con l’amica Rebecca. Joan è in crisi con il suo compagno, Victor (Vincent Macaigne), e lei lo lascia: Victor non prende bene la separazione e muore in un incidente. Dalla morte di Victor, le vite delle tre donne entrano in una nuova fase: cominciano a fare seriamente i conti con i loro dubbi, la loro amicizia, e le loro storie d’amore.
In questo nuovo film, Mouret ricorda, come già nel passato, lo stile di Woody Allen e di Éric Rohmer. Non a torto, viene considerato un “erede” di questi due registi: le vicende da lui raccontate, i dialoghi e le situazioni, rievocano palesemente le tematiche trattate da questi due autori. Infatti, Tre amiche è un intelligente racconto sull’amore e sull’amicizia, sul peso e sulle difficoltà di questi sentimenti inevitabili. Alice, Rebecca e Joan sono tre amiche molto diverse tra di loro: Alice è concreta, Rebecca è volubile, Joan è turbata. Si vogliono bene, ma si tradiscono, si comprendono e si fraintendono: i loro sentimenti contraddittori rendono la loro amicizia veramente autentica.
Attraverso dialoghi brillanti, una costruzione degli eventi puntuale, ben scandita e con i giusti colpi di scena e cambiamenti inaspettati, Mouret ci mostra, con uno sguardo acuto e senza moralismi, le difficili dinamiche dei suoi personaggi ed i loro articolati pensieri. Tutte figure complesse (anche se le donne offrono maggiori sfumature rispetto agli uomini), capaci di stimolare dubbi: durante la visione del film, ogni evento, ogni situazione (per quanto sgradevole e scorretta, come il tradimento), ci fa porre delle domande senza l’intento di giudicare, ma con la voglia di riflettere e di capire ogni scelta. Tre amiche è un film nel quale l’amore e l’amicizia vengono raccontati con schiettezza e senza filtri, senza mai dimenticare la malinconia e la sofferenza di questi complicati sentimenti: sentimenti sempre caratterizzati da tanti pregi quanti difetti.
Silvio Gobbi
Il Settempedano
