Il Centro culturale “Andrej Tarkovskij”, col patrocinio dell’Arcidiocesi di Camerino e San Severino e del Comune settempedano, ha allestito nella Chiesa della Misericordia la mostra dal titolo “Giubilei – Il perdono che ridona la vita” che sarà aperta fino al 6 aprile.
In occasione dell’inaugurazione il presidente del Centro culturale, Angelo Cantenne, ha sottolineato che questa mostra più che costituire un incremento di erudizione vuole essere un aiuto a vivere l’Anno Santo nella memoria di ciò che abbiamo ereditato e che ha rappresentato un tesoro imprescindibile nella costruzione di tante vite rigenerate dal perdono. “Ciò ha toccato anche i nostri luoghi di vita con la partecipazione tenace e commovente dei nostri avi che in occasione dei Giubilei hanno trovato la luce per seguire la strada giusta – ha ricordato Cantenne -. Esemplare è la vicenda della settempedana Anna Francesca Bruni che, andando in pellegrinaggio a Roma nell’Anno Santo 1650, visitò una sua zia nel monastero delle teresiane, ma fu talmente attratta dal tipo di vita che entrò in quel monastero, diventò monaca rivestendo più volte la funzione di badessa e lì morì in odore di santità. Vicende come questa sono presenti nei pannelli della mostra che riguardano la partecipazione di San Severino sia ai pellegrinaggi che all’accoglienza, anch’essa molto significativa, tanto che la Compagnia di San Salvatore, sorta in città, fu strettamente legata all’Arciconfraternita della Santissima Trinità dei Pellegrini retta dai Filippini che era il principale referente logistico a Roma in occasione dei Giubilei”.
L’Arcivescovo Francesco Massara, dal canto suo, è intervenuto sottolineando che “ il tempo scorre veloce, ma è necessario anche fermarlo”, che l’Anno Santo è un’opportunità molto propizia per pensare alla profondità di noi stessi, ad aver memoria di Colui che colma la nostra attesa molto più che il nostro fare, che ha elargito ed elargisce il suo perdono rigenerandoci, così possiamo scoprire come il pellegrinaggio faccia parte della nostra vita”.
Anche il sindaco Rosa Piermattei è stata colpita dal titolo della mostra: “Il perdono che ridona la vita”. Ha detto che “la vita ha preso una velocità pazzesca e così abbiamo perso parte della nostra cultura religiosa, quindi incontri come questi sono importanti anche in periferia, non solo nelle metropoli”, riferendosi particolarmente alla grande storia di fervore religioso della nostra città.
Infine è intervenuto estesamente il principale curatore della mostra, il professor Danilo Zardin dell’Universittà Cattolica del Sacro Cuore di Milano che nel suo intervento ha sottolineato come l’intento della mostra, che è stata tradotta anche in inglese e spagnolo, sia didascalico, dove le parole sono strettamente collegate alle immagini che riportano capolavori dell’arte moderna e contemporanea. Essa è fruibile da tutti e per raggiungere chiunque è stato fatto un allestimento ridotto anche per le carceri. Il significato profondo del Giubileo è rappresentato dai primi due quadri: la ricerca scomposta e brutale di felicità che misconosce l’evidenza del bene nel quadro del fiammingo Bosch e la ritrovata coscienza nel Figliol Prodigo di Rembrandt. Per il resto il contenuto dell’esposizione del professor Zardin è presente nei pannelli della mostra che tutti sono invitati a visitare e nel relativo catalogo.
A. C.
Il Settempedano

