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Franco Noè

Si è spento Franco Noè, uno degli “eroi” del terremoto ’97

La Croce rossa di San Severino perde uno dei suoi “eroi” del terremoto ’97, Franco Noè, un volontario di lungo corso che ha dato tanto all’associazione e che durante la crisi sismica di 23 anni fa si prodigò moltissimo, assieme al gruppo settempedano, per assistere le popolazioni di Marche e Umbria colpite da quelle terribili scosse. Da qualche tempo, per motivi di salute, Franco aveva smesso la sua opera in seno al Comitato della Cri di San Severino, ma la responsabile Elena Amici esprime profondo cordoglio alla famiglia a nome di tutti i volontari, sottolineandone l’impegno e i valori umani di cui era custode.

Franco aveva 68 anni ed era stato un dipendente dell’Enel. Lascia la moglie Elisabetta e la figlia Francesca.

Il Settempedano, proprio grazie alla Croce rossa, lo vuolve ricordare proponendo un suo intervento che “Il gazzettino di Santa Barbara”LA TRADOTTA, curato dal 33° Reggimento A. Cam. Smv “Acqui”, pubblicò giovedì 30 ottobre 1997. Pensieri e parole che mostrano l’umanità e la sensibilità di un uomo pronto a spendersi per il prossimo con grande generosità.

9 GIARDINI

“Non è facile dire cosa sento dentro di me in questi giorni, descrivere quello che sono riuscito a vedere  dove opero come volontario della Croce rossa, osservare paesi disciolti come la neve al sole. Mi fa sentire veramente piccolo. Però mi guardo intorno e vedo volontari di altre associazioni e militari del 33° Rgt di L’Aquila combattere contro il fango e superare tutte le mansioni che sono chiamati a svolgere e indispensabili nella vita quotidiana per i compiti loro assegnati. Mi carica a tal punto da guardare con serenità e con orgoglio e collaborare con tutti loro senza pensare alle condizioni avverse che si ostacolano. Percorrendo le strade di questi paesi che visito spesso per lavoro, quei visi rugosi e quelle voci rauche mi catturano. Sono i saggi del paese che mi affascinano: mi hanno  fatto toccare con la mano la vera entità di queste calamità. Vedendo le persone sconsolate e prive di forza, ho capito quant’è importante ciò che stiamo facendo noi volontari. Forse siamo per loro come un granello di sabbia di un deserto, ma tutti insieme sapremo prenderli tra le braccia per portarli nuovamente a gustare il profumo di quei giardini che sicuramente torneranno ad abbellire le loro case”. 

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