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Pacifico Fattobene e il giornalista Maurizio Verdenelli
Pacifico Fattobene e il giornalista Maurizio Verdenelli

Pacifico Fattobene, l’ultimo (ex) abitante del Castello di Pitino

di Maurizio Verdenelli

In cima a quella rampa di gradini che immette nel suo ormai ex alloggio nel perimetro dell’ex pub (al piano terra ancora al loro posto tutte le attrezzature) c’era su un cavalletto la foto dell’orgoglio di famiglia. “Renato Fiacchini alias Renato Zero, mio cugino, è figlio del fratello di mia madre. Ci fu un tempo addirittura in cui Renato voleva restaurare lui il castello, poi non se ne fece più nulla. Peccato!”, mi spiegò un giorno il quasi novantenne Pacifico Fattobene; fino a qualche tempo fa l’Ultimo Cavaliere Solitario del Castello di Pitino. Fino a quando cioè sopraffatto da età e conseguenti acciacchi, Pacifico pur riottosamente e finalmente accettò la ricorrente proposta dei familiari di trasferirsi alla Rsa di San Severino.
A farmi incontrare con lui l’amico Luciano Carletti, insegnante in pensione, musicista e leader del gruppo ‘I cantastorie passitreiesi’.
E lo ricordo pure quando il Castello, riaperto a nuova vita qualche settimana fa, venne gioiosamente ‘invaso’ dagli spettatori di una tappa felice di RisorgiMarche by Neri Marcorè. Si trattò di una giornata felice pure per Pacifico che Carletti aveva conosciuto alla festa degli 80 anni del cardinale Edoardo Menichelli a Berta.
“Un amico, anzi un compagno di corso era don Edo: in seminario siamo entrati insieme! Lui aveva una frusta arborea, una ‘guissa’ che agitava. Chissà perché… E c’era pure don Giuseppe Branchesi”, mi ricordò Fattobene. Che poi mi concesse una lunga intervista tv, parlandomi di Enrico Mattei e dunque di Resistenza e dei suoi capi: in quei monti la lotta per la Liberazione ebbe il suo principale campo di battaglia. E non solo. Pacifico ha indagato da scrittore investigatore della storia pure sulle ultime lettere di Giacomo Leopardi.
Lo ricordo con la precisa fisionomia di un testimone che appunto per questo suo privilegio di età e posizionamento sul territorio (con vista dal Castello i secoli dal 13esimo in poi… un amen) non si faceva suggestionare dai manuali ufficiali.
Gentilissimo mi donò alcune delle ultime bottiglie di birra ‘vestite’ sul ruolo millenaristico di Pitino Castle, di cui Pacifico è stato – in opposizione al nome – l’ultimo pugnace Difensore.
Mi sarebbe piaciuto vederlo – non dico nella folla delle autorità – tuttavia e solo a capo del ‘drappello’ dei residenti della frazione di Pitino che hanno ufficialmente mostrato la propria gratitudine al sindaco Rosa Piermattei e al senatore Guido Castelli (Commissario post sisma) per la ‘restitutio‘ del monumento identitario alla comunità sulla quale s’allunga l’ombra secolare del Castello.
Il mio personale grazie a Pacifico Fattobene lo resi il 13 maggio 2024 quando venne eccezionalnente ad assistere (by Fabrizio Grandinetti, presente l’assessora Vanna Bianconi) in Biblioteca a San Severino, sold out, alla presentazione del ‘mio’ Mattei forever: l’Uomo che vedeva il futuro. E di cui lui Pacifico conosceva tutti gli spostamenti e pure i rifugi tra Gaglianvecchio e l’Infinito che da quelle alture settempedane pure si scorge.