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Le coriste settempedane a Ravenna
Le coriste settempedane a Ravenna

In più di 3.500 a Ravenna per il bis di “Cantare amantis est”: tra loro 8 coriste di San Severino

Ravenna si conferma capitale del canto corale con la seconda edizione di “Cantare amantis est”, l’iniziativa promossa dal maestro Riccardo Muti nell’ambito del Ravenna Festival. Dopo il successo della prima edizione, che aveva raccolto oltre 3.100 partecipanti, quest’anno al Pala De André si sono riuniti 3.546 coristi provenienti da tutte le regioni italiane, tra cori professionali e amatoriali, voci bianche e cantori individuali.

C’erano anche 8 coriste di San Severino: Cadia Carloni, Romina Gagliardi, Barbara Giorgi, Angela Ticà, Mihaela Fenesan, che avevano già partecipato alla prima edizione; Ida Maria Kaczmarek, Paola Ergo e Sandra Gobbi, che quest’anno si sono aggiunte al gruppo per vivere insieme un’esperienza davvero entusiasmante. Fanno parte dei cori di Sant’Agostino e del Tourdion Ensemble.

L’evento, il cui titolo richiama il celebre pensiero di Sant’Agostino (“cantare è proprio di chi ama”), è stato dedicato a don Giovanni Minzoni, il sacerdote ravennate vicino agli ultimi e ucciso dai fascisti nel 1923, al quale pure la Città di San Severino intitolò – a suo tempo – una piazza importante come quella della stazione ferroviaria.

Alla guida del grande coro, Riccardo Muti ha diretto e accompagnato i partecipanti in un percorso musicale attraverso pagine di Mozart, Bellini, Boito e Verdi, scelte per il loro profondo significato spirituale. Nel suo intervento, il maestro ha sottolineato il valore dell’iniziativa come esempio di comunità e partecipazione: «Qui si vede l’Italia vera», ha affermato, definendo i coristi il fondamento di un Paese che guarda con fiducia al futuro.

Per Muti, la musica rappresenta uno strumento capace di unire le persone al di là delle differenze e delle divisioni: una lezione di armonia e condivisione che, come ha ricordato lui stesso, può essere un esempio per il mondo.