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Il ritiro di Giacomo Bonaventura
Il ritiro di Giacomo Bonaventura

Giacomo Bonaventura ha dato l’addio al calcio giocato: “Si è spento il sacro fuoco…”

Giacomo Bonaventura ha deciso di chiudere la sua splendida carriera da calciatore, comunicandolo ufficialmente attraverso un video su Instagram il 6 marzo 2026, tre giorni dopo in cui un altro settempedano doc come Fabrizio Castori aveva raggiunto le 1.500 panchine in carriera da allenatore.

La notizia è passata un po’ in secondo piano scavalcata in ambito nazionale dalle polemiche delle ultime turbolente giornate del campionato di serie A e a livello locale dalla grande risonanza mediatica della corsa ciclistica Tirreno-Adriatico.

Queste le parole del 36enne ex centrocampista di San Severino: “Quando non senti più il Fuoco dentro è arrivato il momento di smettere. E’ inutile continuare a giocare e trascinarsi in campo, senza divertirsi. Non ha senso. Mi piacerebbe essere ricordato come uno che ha cercato di dare sempre il massimo senza scorciatoie e senza furbizie”.

Il fuoco che si è spento è quello interiore, ossia la vitalità, l’entusiasmo, la passione, le intense emozioni, le motivazioni e la spinta verso la realizzazione dei propri progetti in questo caso verso il calcio giocato.

Ha chiuso un’eccellente carriera che poteva essere pure migliore senza alcuni infortuni, purtroppo anche seri. Aveva mosso i primissimi passi con la San Francesco Cingoli, dove si era provvisoriamente trasferito con la famiglia, poi il ritorno nella nostra San Severino, sua città natale e nel 1997-98 il tesseramento coi Primi Calci della Settempeda (incrocio beneaugurante per entrambi con Cristian Bucchi).

Dopo aver fatto quasi tutta la trafila nei biancorossi, fino ai Giovanissimi, il trasferimento nel 2004-05 al Tolentino, negli Allievi. Poi la chiamata del Margine Coperta, squadra di Massa E Cozzile in provincia di Pistoia, compagine satellite toscana dell’Atalanta, dove approdò nelle giovanili nella stagione 2006-07.

La stagione seguente 2007-08 viene promosso in 1^ squadra e il 4 maggio 2008 fa il suo esordio in serie A nella gara Atalanta-Livorno (3-2), unica sua presenza stagionale. L’annata successiva 2008-09 viene aggregato stabilmente in prima squadra, ma dopo una sola presenza stagionale, la società ritiene utile per la sua crescita e la sua maturazione mandarlo in prestito al Pergocrema, società professionistica di Prima Divisione.

Diventa subito titolare, ma dopo poche partite deve fermarsi a causa di un infortunio che lo terrà fuori per gran parte della stagione (solo 3 presenze e una rete).

Jack Bonaventura

Jack Bonaventura

All’inizio dell’annata calcistica 2009-10 ritorna di nuovo alla casa madre, l’Atalanta, dove tuttavia riesce a ritagliarsi solamente una presenza e nel mercato invernale viene di nuovo ceduto in prestito, questa volta in serie B al Padova, dove contribuisce da protagonista (18 presenze e una rete) a far ottenere una sofferta, ma ottima salvezza ai biancoscudati.

Giacomo ritorna ancora alla casa madre nerazzurra nella stagione 2010-11 ed è pronto a diventarne un grande protagonista, dopo la maturazione nell’esperienza padovana, per riportare i bergamaschi in serie A con ben 31 presenze e 9 reti. Nelle tre stagioni successive con l’Atalanta si afferma e poi si conferma un eccellente calciatore, un importante protagonista della serie A nazionale con 96 presenze complessive e 14 reti, conteggiando solo le partite di campionato.

E’ oramai pronto e maturo per una squadra big e nella stagione 2014-15, dopo una presenza coi bergamasschi, arriva il passaggio a uno dei club più blasonati al mondo, il Milan.

Jack Bonaventura con la maglia del Milan

Jack Bonaventura con la maglia del Milan: era l’estate del 2014

Da qui in poi la sua storia è nota a tutti.

Ci limitiamo solo a fornire i numeri, che comunque parlano da soli. Con il Milan 6 stagioni con ben 155 presenze in campionato e 30 reti, ottimo bottino per un centrocampista. Da notare e ricordare in questo periodo rossonero due infortuni: quello nella stagione 2016-17 e quello ben più grave nella stagione 2018-19. Con il Milan ha conquistato il trofeo della Supercoppa italiana nel 2016.

Conclusa l’avventura coi rossoneri nel 2020-21 passa alla Fiorentina dove in 4 stagioni colleziona 126 presenze in campionato e 20 reti e si conferma un protagonista di ottimo livello.

Bonaventura è un nuovo giocatore della Fiorentina

Bonaventura è un nuovo giocatore della Fiorentina

In seguito decide di tentare l’avventura estera e nella stagione 2024-25 viene tesserato dalla squadra dell’Al-Shabab nella Saudi Professional League in Arabia Saudita. Una stagione dignitosa con 29 presenze e 2 reti.

La presentazione di Bonaventura in Arabia

La presentazione di Bonaventura in Arabia

Una citazione a parte merita la Nazionale azzurra: Italia Under 19 (2008) presenze 5 reti 1 – Italia Under 20 (2009-2010) presenze 12 reti 2 – Italia B (2011) presenze 1 reti 1 – Italia (2013-2024): esordio il 31 maggio 2013 a Bologna. Prima e unica rete nella nazionale maggiore il 14 ottobre 2023. Presenze totali 18 reti, unn gol.

Costituisce il record di presenze azzurre di calcio della provincia di Macerata di tutti i tempi. In nazionale senza i due infortuni avrebbe sicuramente collezionato molte più presenze.

Mi piace qui ricordare e menzionare alcune figure che reputo importanti nella carriera di Giacomo soprattutto nelle prime fasi della sua duplice crescita e formazione sia calcistica che umana, che pochi conoscono e che ho potuto verificare di persona.

Il primo è stato sicuramente il padre Gianfranco, un personaggio singolare, certamente sui generis, ma che sul fatto che Giacomo sarebbe arrivato in serie A non ha mai avuto il benché minimo dubbio. E se qualcuno osava minimante contraddirlo su questo per lui dogma assoluto, si allontanava “scocciato e seccato” senza rispondere e cambiava addirittura tribuna. Ho assistito diverse volte a questa incredibile, ma reale ed anche divertente scena.

Giacomo Bonaventura con il papà Gianfranco

Giacomo Bonaventura con il papà Gianfranco

Il secondo che mi piace citare è Mauro Borioni, allenatore che guidò il nostro allora genuino talento nelle due stagioni da Giovanissimo alla Settempeda. In questa categoria si giocava a 11, su tutto il campo ed era il primo vero campionato agonistico del settore giovanile. Ebbi l’opportunità di veder lavorare il mister con Giacomo, direttamente sul campo e ne ricavai sempre un’ottima impressione, sotto ogni punto di vista, molto utile e proficua per la formazione complessiva del giovane campioncino.

Il terzo risponde al nome di Antonio Bongiorni, ex ala sinistra dell’Anconitana, talent scout del Margine Coperta, società toscana satellite dell’Atalanta, che ebbe la fortuna di incontrare il 23 settembre 2005 in piazza a San Severino nell’ambito del premio nazionale La Regina del Calcio giovanile insieme all’allenatore atalantino Alessio Pala (il quarto), suo grande estimatore. Bongiorni fu un autentico uomo della provvidenza che salvò Giacomo dalle sabbie mobili di quel Tolentino dove non veniva valorizzato in modo adeguato e dove gli venivano preferiti ragazzi più maturi fisicamente a scapito del suo talento e ciò gli causava una forte delusione.

Il quinto fu il mister della 1^ squadra dell’Atalanta, Stefano Colantuono, un allenatore oltremodo pragmatico e concreto che gli fece capire bene che nel calcio oltre alla bravura e all’abilità tecnica occorrevano anche la tenacia, la determinazione, la caparbietà, lo sforzo oltre che il sacrificio personale e l’abnegazione a favore della squadra per arrivare in alto. Lo faceva giocare e soffrire sulla fascia, ruolo che mai aveva fatto e dove era costretto anche a rincorrere l’avversario facendogli fare quel salto di qualità definitivo, completando la sua crescita complessiva sia tecnica che fisica, preparandolo e rendendolo pronto per i grandissimi livelli.

Bonaventura e Galliani alla firma del contratto

Bonaventura e Galliani alla firma del contratto con il Milan

Un momento molto importante, anche se alquanto curioso nella dinamica, fu il suo prestigioso passaggio dall’Atalanta al Milan all’ultimo momento dell’ultimo giorno del calciomercato nella stagione 2014-15. Era stato convocato dall’Inter a Milano, dove aspettava in albergo di essere chiamato da un momento all’altro per firmare il trasferimento ai nerazzurri, non appena questi fossero riusciti a cedere il calciatore Guarin. A circa un’ora dalla chiusura del mercato i nerazzurri comunicarono che era saltato il trasferimento del calciatore in oggetto e quindi Giacomo era libero di firmare per chi avesse voluto. I dirigenti bergamaschi prima di ritornare delusi a casa fecero un ultimo tentativo chiamando il Milan. L’esperto dirigente rossonero Adriano Galliani prese la palla al balzo e fu ben felice di tesserare il talento settempedano ad un prezzo ottimo per il valore assoluto del calciatore. Cinque milioni di euro più due di bonus. Sicuramente un ottimo affare e un ottimo investimento. Pertanto Giacomo tifoso juventino da sempre, come il padre, poteva prima passare all’Inter e poi all’ultimo momento finì al Milan, entrambe rivali storiche dei bianconeri juventini.

In ultimo possiamo così riassumere brevemente le sue caratteristiche calcistiche sia tecniche che agonistiche.

Un centrocampista eclettico, poliedrico e versatile dotato di grande mobilità atletica ed adattabilità sia in fase difensiva che offensiva. Mezz’ala, esterno di centrocampo e trequartista, dotato di ottima tecnica individuale e discreta velocità di esecuzione, molto abile nel dribbling e nel colpo di testa. Buon tiratore dalla distanza e nei calci piazzati. Un destro naturale abile anche con il piede sinistro. In definitiva un ragazzo che ha dato lustro, visibiltà, prestigio ed orgoglio a San Severino ed a quanti amano lo sport ed in particolare il calcio.

Sicuramente quel fuoco vitale interiore che in questo si è spento o semplicemente affievolito nei confronti della attività agonistica del calcio giocato avrà modo di riaccendersi, svilupparsi, modificarsi o trasformarsi in altri ruoli, compiti, mansioni, ambiti, impieghi o settori della stessa professione calcistica.

Gabriele Cipolletta