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Un momento dell'incontro inaugurale della mostra
Un momento dell'incontro inaugurale della mostra

Successo per l’apertura della mostra di Paolo Gobbi nella “Casa Museo Osvaldo Licini”

Sabato 28 marzo, negli spazi della “Casa Museo Osvaldo Licini” a Monte Vidon Corrado, è stata inaugurata la mostra Epochè. Verità e visione nell’arte logica di Paolo Gobbi. L’evento ha preso il via al Teatro Comunale, dove un folto pubblico ha assistito alla presentazione istituzionale prima di spostarsi nelle sedi espositive. Dopo i saluti del sindaco Elio Vincenzi e i ringraziamenti della presidente del “Centro Studi Osvaldo Licini”, Daniela Simoni, il curatore Nunzio Giustozzi ha illustrato la genesi e lo sviluppo del percorso artistico, offrendo ai presenti i parametri per interpretare la ricerca di Paolo Gobbi.

Il curatore ha spiegato come le opere siano caratterizzate da una fitta e ragionata stratificazione di segni, linee e colori: un intreccio di livelli che si mostrano progressivamente allo sguardo dell’osservatore attento. Nelle parole di Giustozzi, i lavori di Gobbi sono definiti come «esperienze visive che suscitano nel riguardante ricordi o sensazioni, facendo riaffiorare accidentalmente scie di galassie, fili d’erba e immagini interiori ai confini del profondo».

L’esposizione copre circa l’ultimo decennio di attività dell’artista, includendo anche lavori inediti. Le opere sono eterogenee, si differenziano per i vari supporti adottati (come tela e cartelle d’archivio) e per le molteplici tecniche (dai colori a olio alle dure incisioni a puntasecca). Quella di Gobbi è un’astrazione concreta, e le sue opere rappresentano la rielaborazione profonda della realtà e degli eventi collettivi come la pandemia, il conflitto in Ucraina e il sisma del 2016; ombre e colori racchiudono così una ricerca tecnica e cromatica di lungo corso che, negli anni, si è sviluppata seguendo una logica complessa ma di forte impatto visivo.

La mostra sarà aperta fino al 10 maggio e sarà visitabile il sabato, la domenica e nei giorni festivi. Per ulteriori informazioni, consultare il sito web e le pagine social del “Centro Studi e Casa Museo Osvaldo Licini”.

Silvio Gobbi