Home | L'intervento | Il Venerdì di Repubblica celebra il MARec come simbolo di rinascita e custode della memoria
Alcune delle opere esposte al MARec
Alcune delle opere esposte al MARec

Il Venerdì di Repubblica celebra il MARec come simbolo di rinascita e custode della memoria

Il Venerdì di Repubblica, supplemento settimanale del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, dedica nell’ultimo numero un ampio servizio, a firma del giornalista Luca Martinelli, al MARec, il Museo dell’arte recuperata di San Severino.

L’articolo, dal titolo “Il museo del terremoto”, accende ancora una volta i riflettori nazionali sull’eccellenza culturale della città degli Smeducci, confermando il suo ruolo centrale come città d’arte e di cultura.

Inaugurato nel 2022 all’interno del palazzo vescovile, il MARec non è solo uno spazio espositivo ma un vero e proprio santuario della memoria. Come spiegato dalla direttrice Barbara Mastrocola, l’allestimento segue un criterio emotivo e territoriale: le sale non sono divise per epoche o stili ma portano i nomi dei paesi colpiti dal sisma del 2016. L’obiettivo è stato quello di “ricostruire le piazze che non ci sono più”, offrendo una casa temporanea alle opere d’arte provenienti dalle chiese crollate di ben 33 Comuni dell’arcidiocesi di Camerino-San Severino.

Sulle pareti del museo trovano rifugio capolavori di inestimabile valore, citati nell’articolo come simboli dell’identità locale. Tra queste la celebre Madonna lignea di Macereto, risalente alla fine del Quattrocento.

Oltre alla parte espositiva, il MARec ospita al piano superiore un laboratorio di restauro all’avanguardia che custodisce oltre duemila pezzi. È qui che la rinascita si fa concreta: il museo non si limita a conservare, ma si prende cura attivamente di un patrimonio che rischiava l’oblio e la distruzione.

Come sottolineato dall’arcivescovo, monsignor Francesco Massara, “la rinascita di queste terre passa inevitabilmente attraverso il recupero della loro bellezza”.

L’articolo riconosce a questa struttura museale il merito di aver saputo trasformare una tragedia in un’opportunità culturale unica, rendendo le opere d’arte nuovamente accessibili alla devozione dei fedeli e allo sguardo dei turisti, in attesa che possano un giorno tornare nei loro luoghi d’origine.

La raccolta è aperta al pubblico tutti i giorni, ad eccezione del lunedì. La visita offre un’occasione unica per scoprire la resilienza di un territorio attraverso lo splendore della sua arte.