Home | L'intervento | “Casa di riposo: ritardi, rincari e verità nascoste. Gara rinviata al 2028”
Claudio Scarponi
Claudio Scarponi

“Casa di riposo: ritardi, rincari e verità nascoste. Gara rinviata al 2028”

Ciò che ad agosto avevo denunciato come un rischio concreto ha trovato conferma ufficiale nel recente Consiglio comunale: sulla nuova Casa di riposo  la situazione è drammatica. Dalle parole della Sindaca sono emerse ammissioni pesantissime: un aumento dei costi dell’80%, parliamo di circa 10 milioni mancanti, ritardi accumulati nella consegna del progetto di fattibilità, contrasti con lo studio di progettazione e perfino l’ipotesi di applicare penali.
A rendere il quadro ancora più scoraggiante sono le stesse tempistiche rivelate dalla Sindaca: anche nella migliore delle ipotesi – se tutto dovesse filare liscio – la gara d’appalto non vedrà la luce prima di fine 2027 o inizio primavera 2028 . Un orizzonte lontanissimo che sposta la realizzazione dell’opera a tempi indefiniti.
Tutto questo smaschera il vero volto di un’Amministrazione — camuffata da finta lista civica — che aveva fatto della trasparenza e del dialogo con i cittadini il proprio fiore all’occhiello e che oggi, invece, si arrocca e nasconde i fatti nella migliore tradizione del politichese. Non è bastata la mia prima denuncia circostanziata di agosto, né i tre successivi articoli sulla stampa; persino le forze di opposizione in Consiglio si sono svegliate in ritardo rispetto a quando ho fatto scoppiare il caso e, perfino durante il dibattito in aula, hanno mostrato tutta la propria “tenerezza”, rinunciando ad incalzare a dovere l’Amministrazione su una verità sgradevole che era già sotto gli occhi di tutti. Se non ci fosse stata questa costante pressione e sollecitazione esterna, saremmo ancora nel silenzio assoluto.
Di fronte a una situazione così grave, le risposte generiche della Sindaca su “difficoltà e contrasti” non bastano più. I cittadini di San Severino hanno il diritto di conoscere esattamente i fatti e pretendere chiarezza assoluta, tenendo conto che i tempi di costruzione saranno inevitabilmente lunghi, oltre a pretendere documenti alla mano (ma queste sono cose che devono fare le opposizioni, incaricate di esercitare il potere di controllo):
• Perché sono passati quasi 4 anni dall’avvio dell’iter senza arrivare a una svolta? Bisogna fare piena luce su ciò che è realmente accaduto per verificare eventuali responsabilità.
• Perché sono serviti ben 16 mesi (1 anno e 4 mesi) solo per affidare l’incarico di progettazione?
• Quali sono stati nel dettaglio i contrasti insorti con lo studio di progettazione e quali modifiche sono state pretese?
• Fornire la documentazione completa della gara per l’affidamento della progettazione e l’elenco dettagliato degli studi tecnici invitati.
E mi si consenta: visto l’andazzo e il concreto rischio di accantonamento del progetto, l’acquisto così veloce del terreno, per il quale il Comune si trova senza 750.000 euro da quasi 4 anni, si rivela oggi una scelta del tutto incauta.
Tutti questi anni di ritardo non sono un mero dato burocratico: hanno un costo economico spaventoso, con un lievitare dei prezzi che non sappiamo se e come potrà essere coperto, ma soprattutto un costo sociale incalcolabile. Sono sempre gli anziani a pagare il prezzo.
La Sindaca conosceva benissimo le difficoltà, i ritardi e i rischi dell’operazione, ma ha preferito tacere anziché rispondere e chiarire fin da subito alle domande di un semplice cittadino ed ex amministratore. Si poteva chiudere il caso nel giro di una settimana con trasparenza e lealtà; invece si è preferito snobbare le domande del sottoscritto e continuare a tacere, facendo finta di nulla di fronte a quello che è a tutti gli effetti un disastro clamoroso. In altri tempi, per cose di minore entità, si sarebbero chieste le dimissioni dell’intera Giunta. Si è dovuto attendere il clamore di un’interrogazione in Consiglio comunale per veder finalmente ammessa una realtà spiacevole, su cui occorrerà ora fare la massima chiarezza e accertare ogni eventuale responsabilità.

Claudio Scarponi, ex amministratore comunale di San Severino Marche