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Simona Gregori e Francesco Rapaccioni
Simona Gregori e Francesco Rapaccioni

Grande partecipazione alla presentazione del libro di Simona Gregori “Il ritratto inatteso”

La Sala degli Stemmi del Palazzo comunale è riuscita a contenere a fatica il pubblico intervenuto alla presentazione del volume “Il ritratto inatteso. Ruby Wertheimer (1890–1941) e l’internamento fascista”, opera di Simona Gregori presentata in occasione delle celebrazioni per la Giornata internazionale della donna.

La serata è stata introdotta e moderata da Francesco Rapaccioni, direttore artistico de “I Teatri di Sanseverino”, che ha guidato il dialogo con l’autrice attraverso i nodi cruciali di una ricerca durata anni.

Il libro nasce da un’attenta e meticolosa indagine condotta sulle fonti dell’Archivio storico comunale. La narrazione restituisce dignità alla vicenda di Ruby Wertheimer, una donna che dalla cosmopolita Londra si ritrovò, nel novembre del 1941, soggetta all’“internamento libero”.

La figura di Ruby è legata a un filo sottile ma potente alla storia dell’arte mondiale: il suo celebre ritratto, realizzato dal maestro John Singer Sargent, è oggi uno dei tesori custoditi alla Tate Britain di Londra.

L’evento culturale, patrocinato dal Comune, è stato reso possibile anche grazie all’Anpi sezione Capitano Salvatore Valerio, rappresentata dalla presidente Donella Bellabarba.

Nel suo intervento il sindaco Rosa Piermattei ha sottolineato l’importanza civile del lavoro di Simona Gregori, riprendendo i temi centrali della sua introduzione al volume: “Il Comune ha scelto di condividere questa pubblicazione riconoscendone il profondo valore storico, civile e culturale, oltre alla sua importanza per la memoria collettiva della nostra comunità. La storia di Ruby Wertheimer ci permette di illuminare una pagina complessa e ancora poco conosciuta del nostro passato, quella di persone che, pur non rinchiuse nei campi di concentramento, furono private della libertà e sottoposte a un pervasivo controllo amministrativo. Questo studio si inserisce nel nostro impegno costante per la valorizzazione del patrimonio archivistico cittadino: la diffusione di una memoria storica consapevole è lo strumento fondamentale per parlare al presente e alle nuove generazioni”.

Durante l’incontro è stato ricordato come Ruby Wertheimer trovò la morte a San Severino il 3 dicembre 1942, venendo poi sepolta nel cimitero monumentale cittadino. La sua vicenda, riemersa dall’oblio grazie alla ricerca documentaria, trasforma quello che era un borgo isolato dal conflitto in un “concentrato di mondo”, dove i destini individuali si intrecciano con i grandi sconvolgimenti del Novecento.

La grande affluenza di pubblico conferma l’interesse della cittadinanza per la storia profonda del territorio e per iniziative capaci di coniugare il rigore scientifico della ricerca archivistica con il fascino della narrazione biografica e artistica.