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“Essie, Ruby and Ferdinand Children of Asher Wertheimer"
“Essie, Ruby and Ferdinand Children of Asher Wertheimer"

La storia della londinese Ruby Wertheimer, internata e morta a San Severino

Gli strani intrecci della storia: 2^ Guerra mondiale, San Severino Marche, piccolo paese di provincia, allora assai isolato, con scarse vie di comunicazione, eppure un concentrato di mondo!

Jugoslavi, sovietici, etiopi, somali, britannici, scozzesi, ebrei, copti, anglicani, musulmani, cattolici: è l’internazionale Battaglione Mario; ebrei, allogeni, sloveni, croati, boemi, inglesi accanto ai dissidenti politici italiani: sono gli internati liberi.

E così succede che Londra – San Severino Marche vengano collegate da un filo invisibile: una donna ebrea dell’alta borghesia inglese, appartenente ad una delle famiglie londinesi più ricche, una donna espressione di un mondo colto, cosmopolita, finita poi all’internamento libero a San Severino Marche, qui morta per cancrena diabetica e sepolta nel cimitero monumentale.

Lei è Ruby Wertheimer, figlia del facoltoso mercante d’arte Asher Wertheimer, legato anche da amicizia al pittore John Singer Sargent che, con le sue committenze, lanciò tra l’élite londinese trasformandolo nel ritrattista più richiesto e ricercato.

Ruby è nota agli appassionati della storia dell’arte, perché è ritratta insieme a una sorella e un fratello da John Singer Sargent nel quadro “Essie, Ruby and Ferdinand Children of Asher Wertheimer” esposto alla Tate Britain di Londra ed è considerato il manifesto della modernità sociale del XX secolo.

Ma come e perché Ruby finì a San Severino Marche e all’internamento libero?

A queste domande cerca di rispondere la pubblicazione-ricerca di Simona Gregori, commissionata dalla sezione Anpi “Cap. Salvatore Valerio”, testo che si presenterà domenica 8 marzo alle ore 18 nella Sala degli Stemmi con gli interventi delle professoresse Annalisa Cegna e Maria Letizia Paiato.

Donella Bellabarba, presidente Anpi “Cap. Salvatore Valerio m.o.v.m.”