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Un momento della seduta all'Italia sulle questioni della sanità
Un momento della seduta all'Italia sulle questioni della sanità

Sanità, “Tutti uniti per salvaguardare il diritto alla salute”

“Chiedo che prima di tutto sia ritirata la nefasta Determina 742 e che poi si parli dei piani per l’ospedale di San Severino”. Il primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei, ha chiuso così – ieri sera (giovedì 30 gennaio) – la seduta del Consiglio comunale d’urgenza monotematico convocato, al teatro Italia, con un unico punto all’ordine del giorno: “Determina 742 del 31/12/2019 – Piano Sanitario Regionale”. Una seduta aperta a tutta la montagna, così da unire le forze e aprire un fronte comune “contro decisioni che penalizzano i nostri territori già martoriati dal sisma e da altre mille difficoltà”. E all’appello lanciato dal sindaco hanno risposto in massa, pure dalla costa, sia con la presenza diretta sia con messaggi e lettere di solidarietà e “partecipazione alla battaglia comune”. Gremita la sala anche di semplici cittadini, rappresentanti di associazioni e Comitati e professionisti del settore. C’erano amministratori pubblici in rappresentanza di un bacino di oltre 200 mila abitanti, da Fabriano a Civitanova, da Camerino a Cingoli, fino a Matelica e all’intera alta valle del Potenza. In rappresentanza della Regione è venuto l’assessore maceratese Angelo Sciapichetti, mentre per l’Asur ha partecipato il direttore dell’Area vasta 3, Alessandro Maccioni. La Piermattei ha ringraziato tutti per la loro presenza, sottolineando che “il problema della sanità non è un problema solo di San Severino, ma di tutto l’entroterra: bisogna collaborare insieme per tutelare questo diritto alla salute costituzionalmente tutelato”. Nel mirino degli interventi, oltre alla Determina 742, anche il nuovo Piano sanitario regionale che andrà in Consiglio regionale il prossimo 4 febbraio.

L’intervento del sindaco Rosa Piermattei

“L’unica struttura ad essere colpita dalla decisione di Capodanno è stato il Bartolomeo Eustachio. Questo atto, declassando tre Unità operative da complesse a Unità semplici, fa diventare quella di San Severino una struttura vuota. In questo territorio abbiamo tanti problemi, dalla ricostruzione alla viabilità, e quando c’è qualcosa che funziona ci viene tolto. Io vorrei capire il perché?!. Leggendo e rileggendo i documenti ho capito che trasformare le Unità operative da dipartimentali a semplici non è una questione economica legata ai dottori, che stanno lavorando molto bene. Tolte le dipartimentali, i dottori che andranno in pensione non verranno sostituiti e, piano piano, diminuirà l’afflusso dei pazienti e quindi, come risultato finale, verrà inglobato tutto in un’altra struttura. Quello che continuerò a chiedere sarà, quindi, di riconoscere il “Bartolomeo Eustachio” come ospedale di base”.

La riapertura del Pronto soccorso e il ritiro della Determina

Di seguito la Piermattei ha detto: “Vogliamo innanzi tutto il riconoscimento del Pronto soccorso e, ripeto, il ritiro della Determina 742. Il giorno che sono diventata sindaco ho assunto una responsabilità precisa. Mi sono presa il dovere di difendere i diritti dei cittadini. Quello alla salute, lo ricordo, è un diritto riconosciuto dalla nostra Costituzione. Non si può agire in questo modo. E’ stata offesa la dignità di tutti i cittadini con una decisione presa alle loro e alle nostre spalle”.

Serve chiarezza

“E’ arrivato il momento di presentare con chiarezza e onestà quelli che sono stati definiti come i piani per l’ospedale di San Severino”, ha detto la Piermattei, elencando poi  una serie di provvedimenti e situazioni che hanno “impoverito il nostro ospedale”. A partire dalla chiusura, a marzo 2016, del Punto nascite in un reparto, il materno infantile, “che negli anni era stato un’eccellenza anche per la preparazione dei medici e del personale ostetrico e che aveva raggiunto fino 800 parti per superare comunque i 500 nel periodo dello stop alle attività. “Abbiamo cercato di intervenire in tutti i modi per scongiurare questa situazione – ha ricordato il sindaco – ma non siamo riusciti a fare nulla. Da quella chiusura in poi il declassamento è stato continuo. E’ stata spostata la diagnostica del tumore prostatico ed urologico insieme alla cistoscopia. Hanno unificato la preparazione antiplastici a Macerata, sono state spostate tutte le urgenze chirurgiche, tranne l’Oculistica, ed è stato unificato, con la Medicina, il Tao. Questo ha creato tantissimi disagi per le persone che hanno bisogno della terapia e che ora devono salire un piano e poi scenderne un altro. Tra le cose che hanno impoverito l’ospedale ce ne sono altre, nonostante una Determina a suo tempo firmata con la Regione da chi mi ha preceduto nell’Amministrazione della città. A maggio 2019 è stata aperta la Lungodegenza ma sono solo venti posti e, ad oggi, non sono stati ancora portati a termine i lavori su tutto il piano che doveva vedere aperti anche nuovi uffici, la riabilitazione e altro. San Severino ha il terzo centro in Italia, e unico nella Regione, per l’impianto di stent Xen 45 nella chirurgia del glaucoma ed è anche il primo centro marchigiano per i trapianti di cornea. E’ una eccellenza che andava riconosciuta come provinciale ma, anche in questo caso, a tutt’oggi, di provinciale non c’è nulla e non si sa il perché. In occasione dell’apertura della Lungodegenza era stato presentato anche il progetto del Centro nazionale per le ernie, ma non sappiamo quando e come ci sarà riconosciuto”.

Le presenze

Hanno aderito o sono intervenuti i sindaci di Apiro, Ubaldo Scuppa, di Belforte del Chienti, Alessio Vita, di Bolognola, Cristina Gentili, di Caldarola, Luca Maria Giuseppetti, di Camerino, Sandro Sborgia, di Camporotondo di Fiastrone, Massimiliano Micucci, di Castelraimondo, Renzo Marinelli, di Castelsantangelo sul Nera, Mauro Falcucci, di Cessapalombo, Giuseppina Feliciotti, di Cingoli, Michele Vittori, di Civitanova, Fabrizio Ciarapica, di Esanatoglia, Nazzareno Bartocci, di Fiuminata, Vincenzo Felicioli, di Fiastra, Sauro Scaficchia, di Gagliole, Sandro Botticelli, di Matelica, Massimo Baldini, di Montecavallo, Pietro Cecoli, di Muccia, Mario Baroni, di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci, di Pioraco, Matteo Cicconi, di Poggio San Vicino, Sara Simoncini, di Pollenza, Mauro Romoli, di Sefro, Pietro Tapanelli, di Sarnano, Luca Piergentili, di Serrapetrona, Silvia Pinzi, di Serravalle di Chienti, Emiliano Nardi, di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi, di Treia, Davide Buschittari, di Valfornace, Massimo Citracca, di Visso, Maurizio Spiganti, di Fabriano, Gabriele Santarelli, di Arcevia, Dario Perticaroli, di Frontone, Daniele Campagnani, di Genga, Marco Filipponi, di Mergo, Luca Possanzini, di Sassoferrato, Maurizio Greci, di Serra San Quirico, Tommaso Bordo, di Cupramontana, Luigi Cerioni, di Pergola, Simona Guidarelli, di Cagli, Alberto Alessandri. Poi il Commissario del Comune di Ussita, Giuseppe Fraticelli, il vicesindaco di Cingoli, Filippo Saltamartini; i consiglieri regionali Sandro Bisonni, Luca Marconi, Francesco Micucci, Elena Leonardi e Luigi Zura Puntaroni insieme ai parlamentari Mirella Migliozzi, Mario Morgoni, Tullio Patassini, Francesco Acquaroli e Giuliano Pazzaglini.

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