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C'est la vie
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“C’est la vie – Prendila come viene”: due ore in tranquillità

Max Angély (Jean-Pierre Bacri) è un wedding planner d’esperienza. Ha dedicato la sua vita ad organizzare matrimoni, cercando di realizzare i sogni dei propri sposi. Ma gli anni passano e la vita si complica: i clienti sono sempre più esigenti, i dipendenti sono sempre meno disciplinati e collaborativi. Ora Max deve organizzare un pretenzioso matrimonio presso un’antica reggia, ma non riesce più a gestire la sua armata Brancaleone. Ognuno va per le sue: musicisti, camerieri, lavapiatti e colleghi planner non fanno altro che discutere tra di loro e causare rallentamenti; si combinano disastri e si improvvisano soluzioni (riuscite o meno). Per non farsi mancare nulla, anche la vita privata di Max non è rosea: prossimo alla separazione con la moglie, non riesce a vivere serenamente la storia clandestina con la collaboratrice Josiane (Suzanne Clément).

C’est la vie – Prendila come viene (Le Sens de la fête) è l’ultima commedia di Olivier Nakache ed Éric Toledano (coppia cinematografica nota per il celebre Quasi amici). Anche se il plot ed i personaggi sono sostanzialmente noti, interessante è il punto di vista: incentrare la vicenda non sugli sposi, ma su coloro che sono coinvolti nel mastodontico lavoro preparatorio alla festa. La commedia si basa su questi personaggi che stanno dietro le quinte, costruendo risate e gag riuscite, senza forzature. Certamente C’est la vie non raggiunge i livelli di originalità del pezzo da novanta di Nakache-Toledo, Quasi amici, ma il risultato è lo stesso buono: senza noia, né battute scontate, intrattiene il pubblico con piacere. Riusciti sono i personaggi, la costruzione degli eventi ed il crescente delirio festivo. Gli autori cercano di tenersi a debita distanza dal “già visto” e, tutto sommato, ci riescono: non cadono eccessivamente nei clichés prevedibili. Visivamente parlando, la regia è puramente narrativa: tecnicamente didascalica, niente di impressionante. Ma, fortunatamente, ci sono i simpatici personaggi a coprire le carenze: da Max, professionista sfinito, al cognato Julien (Vincent Macaigne), ex professore e spiantato cameriere a chiamata, un coro di interpreti divertenti, tali da rendere la commedia piacevole e giusta per passare due ore in tranquillità.

Silvio Gobbi

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