Home | L'intervento | Francesco Vignati illumina la Kings World Cup Clubs 2026
Francesco Vignati
Francesco Vignati

Francesco Vignati illumina la Kings World Cup Clubs 2026

Milano ha ospitato la 3^ edizione della Kings World Cup Clubs 2026, torneo internazionale per club della Kings League. Per la prima volta la competizione è arrivata in Italia, riunendo alla Fonzies Arena di Cologno Monzese sedici squadre provenienti dalle sette leghe regionali dell’ecosistema Kings League. In palio c’era il titolo di campione del mondo in un torneo che ha messo insieme calcio, streaming, creator economy e intrattenimento digitale. Alla fine ha vinto la formazione del G3X brasiliano sotto le luci scintillanti della grande Arena che sono state firmate dal settempedano Francesco Vignati, lighting designer ormai affermato a livello nazionale, e non solo, che lavora stabilmente a Milano collaborando con importanti artisti del mondo dello spettacolo, della musica e dello sport.

Francesco, molti non conoscono questa disciplina: di cosa si tratta?

“E’ un’idea nata in Spagna nel 2023 grazie all’ex calciatore Gerard Piqué. In pochi anni la Kings League si è trasformata da esperimento legato al mondo del calcio e dello streaming in un fenomeno capace di coinvolgere Spagna, Italia, Francia, Germania, Brasile e Messico”,

Qual è il format?

“Si basa sul calcio a sette, ma si allontana dalle regole e dai ritmi del calcio tradizionale. Le partite sono di 40 minuti e il pareggio al termine del tempo regolamentare non è contemplato: in caso di equilibrio si ricorre al golden goal o agli shootout. A rendere ancora più imprevedibile lo spettacolo ci sono alcune regole che si ispirano al gaming e allo streaming: dalle carte segrete con bonus strategici al dado JD Sports, che modifica a un certo punto del match il numero di giocatori in campo, fino al cosiddetto rigore presidenziale che permette al presidente della squadra di scendere in campo e calciare un penalty”.

In un contesto del genere qual è il tuo lavoro?

“In un evento come la Kings World Cup, il lighting designer non si limita a illuminare il campo da gioco per i giocatori o le telecamere, ma diventa un vero e proprio linguaggio narrativo e di regia.
Il mio compito è tradurre la dinamicità tipica del gaming e dello streaming in un’architettura di luce dal vivo. Questo significa creare un’atmosfera immersiva che avvolga il pubblico nell’arena e al contempo garantisca un’ottima resa visiva per la regia broadcast, mantenendo standard tecnici altissimi per la trasmissione in alta definizione. Trattandosi di un format estremamente ritmato — fatto da momenti chiave come l’estrazione delle carte, il lancio del dado o l’ingresso dei presidenti per i rigori — la luce lavora in sinergia costante con la musica e la grafica. Ogni momento importante ha un suo segnale visivo chiaro, che aiuta a guidare l’attenzione di chi guarda e a rendere ogni partita un vero spettacolo dal vivo”.