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L'urna di San Pacifico ricollocata a San Domenico
L'urna di San Pacifico ricollocata a San Domenico

Trasferita l’urna di San Pacifico: domenica 23 agosto messa solenne per il santo

Nella mattinata di martedì 18 agosto le spoglie mortali di San Pacifico sono state traslate nella chiesa di San Domenico in vista dell’imminente apertura del cantiere post terremoto che interesserà il complesso del santuario, dove sarà – fra l’altro – demolito l’ex dormitorio.

Alla delicata operazione di trasferimento dell’urna hanno presenziato il guardiano del convento, padre Luciano Genga, e il sindaco Rosa Piermattei, visto che il Comune è proprietario della chiesa.

Per tutto il periodo di svolgimento dei lavori di restauro e messa in sicurezza del santuario, la chiesa di San Domenico diventerà il punto di riferimento centrale per le funzioni e gli appuntamenti liturgici solitamente ospitati nella struttura francescana. Tra questi vi saranno le celebrazioni quotidiane, le consuete iniziative pastorali e culturali promosse dalla comunità dei Frati Minori e i solenni festeggiamenti di settembre dedicati al compatrono.

Le messe avranno il seguente orario: feriale 7.30-18.30, festivo 9.30 – 11 – 18.30.

Per sottolineare con la dovuta solennità l’importanza di questo storico momento per tutta la cittadinanza, la comunità è invitata a partecipare a una solenne celebrazione che si terrà domenica 23 agosto, alle ore 18.30, appunto nella chiesa di San Domenico.

Al termine della funzione religiosa seguirà un piccolo buffet conviviale aperto a tutta la cittadinanza.

San Pacifico, come sappiamo, è il compatrono della Città. Al secolo Carlo Antonio Divini, nacque nel centro storico settempedano il 1 marzo 1653 da Antonio Maria Divini e Mariangela Bruni. Rimasto orfano in tenera età, venne affidato alle cure dello zio materno, l’arcidiacono della cattedrale, crescendo in un clima di profonda austerità e raccoglimento. Accolto a soli 17 anni tra i Frati Minori nel convento di Forano con il nome di fra Pacifico, venne ordinato sacerdote a 25 anni. Instancabile predicatore e lettore di filosofia, trascorse anni dedicandosi all’apostolato e alla confessione in varie località delle Marche. Nonostante una salute fragile, minata negli anni da una dolorosa piaga alla gamba, dalla sordità e infine dalla cecità, fra Pacifico visse le proprie sofferenze con straordinaria serenità e spirito di penitenza, rifugiandosi nella contemplazione e nella preghiera. Noto in tutta la regione per le sue doti profetiche, tra cui la previsione del devastante terremoto del 1703, e per i numerosi prodigi e guarigioni attribuiti alla sua intercessione, ricoprì anche la carica di padre guardiano della comunità di Santa Maria delle Grazie.