Si è conclusa con un profondo carico emotivo la ventunesima edizione della “Marcia sui Sentieri della Memoria”. L’iniziativa, che ha chiuso ufficialmente le manifestazioni dedicate all’Anniversario della Liberazione nel nostro territorio, ha assunto quest’anno un rilievo storico senza precedenti, inserendosi nella cornice delle celebrazioni nazionali che hanno visto la partecipazione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
L’evento è stato curato dalla intercomunale Anpi “24 Marzo”, che riunisce i Comuni di Matelica, Gagliole, Castelraimondo, Esanatoglia, Fiuminata e Pioraco, e dalla sezione Anpi “Capitano Salvatore Valerio” di San Severino. Il patrocinio dell’Unione montana e delle Amministrazioni locali ha confermato l’unità d’intenti istituzionale nel preservare le radici della democrazia.
Come da tradizione, tre distinti cortei sono partiti dai centri di Matelica, Gagliole e San Severino inerpicandosi lungo i sentieri che furono teatro della Resistenza. I partecipanti hanno raggiunto il Monumento dedicato al Capitano Salvatore Valerio per una solenne cerimonia commemorativa. La deposizione della corona d’alloro è stata il momento culminante di un percorso che ha voluto onorare la memoria dei martiri del Monte San Vicino, laddove operò la formazione partigiana del “Battaglione Mario”.
Durante la cerimonia, il presidente dell’Unione montana, Denis Cingolani, facendosi portavoce di tutti i sindaci dell’Unione ha sottolineato l’orgoglio del territorio per la visita del Capo dello Stato: “Il nostro Presidente della Repubblica ci ha onorato della sua presenza e ha voluto portare i festeggiamenti per la liberazione nella Città di San Severino Marche. Questo è stato un momento altamente solenne che ci ricorda come i valori sanciti dalla nostra Costituzione, una delle più belle del mondo, siano stati glorificati grazie al sacrificio delle persone che oggi commemoriamo”.
Cingolani ha poi rivolto un appello fondamentale al mondo della scuola e della formazione: “I giovani devono essere formati affinché contraddistinguano nel loro futuro le azioni benefiche di una giusta democrazia contro quelle negative di una dittatura. Sentire il Presidente nominare i martiri dei nostri luoghi, da Don Enrico Pocognoni al Capitano Salvatore Valerio, ci fa capire l’importanza universale del loro gesto.”
La celebrazione ha offerto lo spunto per ricordare altri due traguardi civili fondamentali: gli 80 anni della Repubblica Italiana e gli 80 anni dal primo voto alle donne. Il presidente Cingolani ha lodato il ruolo delle “Madri Costituenti”, sottolineando come la Carta Costituzionale vada difesa con ogni mezzo contro ogni focolaio di guerra.
“Dobbiamo essere portatori di quegli ideali di pace scritti nella nostra Costituzione. Come disse il Presidente Sandro Pertini: alla migliore delle dittature preferisco sempre la peggiore democrazia. Il 25 aprile deve essere festeggiato ogni giorno, ricordando il sacrificio di chi ha dato la vita per tutti noi”. La giornata si è chiusa con un rinnovato impegno civile: mantenere viva la “fiamma della memoria” non come sterile ricordo, ma come bussola attiva per una società solidale, multietnica e ripudiante la guerra.
Il Settempedano



