Tante persone si sono raccolte in preghiera per dare l’ultimo saluto al prof Delio Stortini. La chiesa di San Domenico era gremita di amici, ex alunni e scout del Gruppo di San Severino, di cui Delio era stato il fondatore assieme alla moglie Marta Bellomarì e a don Aldo Romagnoli che, visibilmente commosso, ha trovato la forza per celebrare il rito funebre.
Le note di Ennio Morricone de “L’estasi dell’oro”, fatte risuonare in chiesa dal prof Maurizio Moscatelli, sono state la “colonna sonora” delle esequie perché Delio amava particolarmente i film di Sergio Leone e la straordinaria musica di Morricone.
Poi le lacrime di tutti i presenti quando gli adorati nipoti Camilla e Jacopo hanno letto il loro ricordo: “Nel vostro passaggio in questo mondo, che ve ne accorgiate o no, chiunque voi siate e dovunque andiate, state lasciando dietro di voi una traccia. Altri la noteranno e potranno seguirla” (Baden Powell). Dedichiamo questa frase di B.P. al nonno perché gli scout, nella nostra vita come nella sua, sono sempre stati come il prezzemolo, e stanno bene ovunque. Ci rivolgiamo sia al nonno che alla nonna, perché sentiamo che ora ci sia davvero una conclusione alla loro storia e sta a noi ricordarla e portarla avanti. Nonna Marta era una poetessa, un fuoco creativo, aveva un’abilità tale con le parole che le tracce che ha lasciato in noi sono fatte di frasi. Frasi che ricordiamo a memoria e che spesso ci tornano alla mente, guidandoci.
Nonno Delio, c’è scritto anche sul suo fazzolettone, è stato le nostre mani. Ci provava a mostrare l’affetto anche con le parole, ma gli riusciva meglio il fare, il costruire, il dare. Quante marmellate ha regalato, quanti fiori e piante, quanti modellini e costruzioni ci ha lasciato.
Sappiamo che entrambi hanno lasciato una traccia indelebile in ognuno di noi. In noi resterà sempre il ricordo di un giardino fiorito, straripante di vita, col verde delle foglie e il rosso dei ribes, le sdraio al sole, giochi di soldatini e un trenino costruito a mano appoggiato vicino a montagne di fumetti di Tex. Cari nonni, siete stati le fondamenta della nostra infanzia e avete lasciato delle tracce che cercheremo di seguire tutta la mia vita”.
Molto toccante anche il ricordo di David Dignani, una “colonna” degli scout di San Severino. Lo riportiamo nella sua completezza, ringraziando lo stesso David e stringendoci con lui accanto ai familiari di Delio e Marta.
Le mani, capaci di creare ogni cosa.
L’ingegno di chi cerca sempre un’invenzione.
Il broncio che si trasforma ogni volta in un sorriso:
quello di chi ama incondizionatamente,
perché crede in qualcosa di più grande.
Delio,
eterna roccia,
punto fermo e baluardo, inventore:
a quale orizzonte volgiamo il nostro sguardo oggi?
Forse sarà lo stesso
di quando provasti a insegnarci ad accendere un fuoco,
a quella emozione di dare vita a qualcosa di nostro,
che avrebbe per sempre alimentato
una fiamma ardente nella nostra vita.
Noi, così piccoli,
ma già capaci di capire
come un insegnamento
possa travestirsi da persona adulta.
Inguaribile romantico.
Il tuo amore per Marta
è la testimonianza più grande
di ciò che sei sempre stato.
Come in quei giorni al campo estivo,
quando raccoglievi fiori per metterli sul tavolo,
solo per far sbocciare il sorriso di Marta,
ogni volta capace
di cambiare la nostra giornata.
O come quando,
accompagnato dal tuo brontolio
— che a noi suonava come un ritornello estivo —
portavi prontamente a termine
tutti i lavori lasciati a metà
dai tuoi esploratori e dalle tue guide.
Avere il tuo sguardo addosso
ci ha accompagnati fino a questo momento.
Ma, in questo gioco che è la vita scout,
non si smette mai di crescere
e di imparare;
per questo, in ogni nodo,
in ogni costruzione,
in ogni cassetta degli attrezzi,
ci sarà sempre il tuo nome.
Delio,
così dolce da fingerti arrabbiato
solo per ricevere quell’abbraccio
che aspettavi tanto
e che troppo poche volte
ti abbiamo donato.
Ma in realtà
tu sei in tutte le nostre storie,
e allora forse mi rendo conto
dell’impronta che hai lasciato:
così importante
e così decisa
da spingerci a seguirla
tutti insieme.
Delio e le tue parole.
Oggi siamo al tuo posto
e, come diresti tu:
“Mi ero preparato un discorso,
ma poi l’ho buttato!”
Che spettacolo,
per noi che sapevamo esattamente
il peso che riuscivi a dare
a ogni singola parola;
tanto che, per un piccolo discorso,
potevi prepararti anche per mesi.
Ma quelle parole,
la tua voce
e il tuo messaggio
sono sempre arrivati forti e chiari,
a ricordarci
perché portiamo questo fazzolettone addosso.
Siamo soliti cercare
il raggio di sole
che scalda il nostro spirito:
ce lo ha insegnato Marta.
Ci piace trovare la spiritualità
in ogni piccolo gesto:
il nostro Doni lo dice sempre.
E da te
abbiamo appreso il valore del coraggio.
Quello di seguire un ideale.
Di stare in disparte,
ma di essere comunque presente.
Il coraggio di chi crea qualcosa
per il bene comune
e non per se stesso.
Verso quale avventura
guideremo la nostra canoa,
da oggi?
Nella stessa direzione
che conduce dritta
verso il tuo esempio.
Avresti avuto da ridire,
avresti voluto sicuramente
Silvia o Chiara vicino a te,
per stringerle forte
fino a coinvolgere tutto il gruppo,
e alla fine avresti detto grazie.
Oggi, più che mai,
quel grazie te lo dice
una comunità intera:
tutte le generazioni
che hai cresciuto.
Ora dispensa consigli
e suggerimenti in tutto il Paradiso,
mentre finalmente
ridai un bacio alla nostra Marta
da parte di tutti noi.
Estote Parati.
Nessun profumo vale
l’odore di quel fuoco.
Il Settempedano

