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La foto dell'incontro
La foto dell'incontro

Alla riscoperta del Seicento: il Rotary accende i riflettori sul pittore Paolo Marini

Un importante momento culturale è stato promosso dal Rotary Club Tolentino, presieduto da Iole Rosini, con un incontro dedicato a Paolo Marini, pittore settempedano del Seicento e figura di rilievo nel panorama artistico marchigiano.

L’appuntamento si è svolto a Villa Berta. La relazione è stata affidata a Michela Sacchi, che ha guidato i partecipanti in un articolato percorso alla scoperta della vita e dell’opera di Paolo Marini, artista originario di San Severino.

Attraverso un’analisi storico-artistica, la relatrice ha illustrato il contesto culturale dell’epoca, le influenze stilistiche e il contributo offerto da Marini allo sviluppo della pittura seicentesca locale. Nel corso dell’incontro, curato dal socio Giuseppe Moretti, è emersa con forza la necessità di valorizzare maggiormente il Seicento marchigiano e, in particolare, quello maceratese. “È bello riscoprire il Seicento del maceratese – ha affermato Michela Sacchi – perché forse è una delle poche realtà in Italia che non ha ancora pienamente riscoperto il proprio Seicento. Dopo aver indagato la figura di Paolo Marini, sarebbe opportuno approfondire anche il discorso della Bottega dei Lazzarelli e di Cipriano Divini, arrivando eventualmente a organizzare una mostra dedicata a questi pittori che hanno segnato il Seicento settempedano”.

A sottolineare l’importanza dell’iniziativa è intervenuto anche il sindaco di San Severino, Rosa Piermattei, che ha evidenziato il valore della riscoperta per la comunità locale: “Quanto emerso nel corso della serata è stata una novità per molti cittadini settempedani. Riscoprire il valore di questo pittore importante, Marini, autore di numerose opere collocate in diversi comuni e con una significativa esperienza a Roma, è fondamentale. L’idea di organizzare una nuova mostra è interessante e la prenderemo in esame, perché è giusto valorizzare i pittori che hanno fatto la storia della nostra della città”.

Al dibattito ha partecipato inoltre l’architetto Luca Maria Cristini, che ha ricordato come la mostra del 2010 a San Severino abbia rappresentato un punto di svolta per la rivalutazione del periodo barocco nel territorio: “Da quella mostra c’è stata una riscoperta di un’epoca che per lungo tempo era stata trascurata, poco rappresentata nella pinacoteca e scarsamente studiata. Tra i risultati più concreti, grazie anche all’impegno diretto del Rotary Club Tolentino, ci sono stati i restauri di due importanti opere: la pala d’altare della chiesa di San Giuseppe e quella della chiesa di San Rocco, tornata a San Severino dopo oltre duecento anni, in seguito alla requisizione napoleonica”.

L’incontro ha così confermato il ruolo del Rotary Club Tolentino come promotore di iniziative culturali di alto profilo e ha acceso i riflettori sulla necessità di continuare a studiare e valorizzare il patrimonio artistico seicentesco del territorio.