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Un momento dell'incontro con Alessandro Marzo Magno
Un momento dell'incontro con Alessandro Marzo Magno

L’intervista. Marzo Magno: “S.Severino è una perla rara”

Per la seconda volta a San Severino, domenica scorsa, il giornalista e scrittore Alessandro Marzo Magno ha incontrato il pubblico settempedano per presentare la nuova edizione del suo libro Il genio del gusto. Come il cibo italiano ha conquistato il mondo. Per l’evento, è stata scelta una location che ben si sposava con il tema : il ristorante Da Piero.

Le piace San Severino?

Mi è piaciuta così tanto la prima volta, che ci sono ritornato! È una città bellissima, con un pubblico preparato e attento. Una perla rara, la definirei.
Quali sono le differenze tra questa e la precedente edizione del suo libro?
In questa nuova versione ho aggiunto quattro capitoli: uno sul risotto, uno sul gelato, un altro sulla cotoletta alla milanese e uno sul tiramisù; son stati tolti, però, i capitoli relativi al vino.

Se è vero che In Italia il cibo non è mai solo cibo, ci spiega cos’altro è?

È senza dubbio uno dei fattori di socializzazione più importanti. A tavola c’è conoscenza, c’è scambio; a tavola si impara a condividere, ad assaggiare e ad apprezzare anche ciò che mangia l’altro. Intorno al cibo, ci si incontra e ci si arricchisce.
Pensiamo anche alla storia della politica o della diplomazia: quanti accordi e decisioni sono stati presi dagli uomini di stato, proprio a tavola?!

Come mangiamo oggi?

Certamente, rispetto a qualche decennio fa, il nostro modo di mangiare è cambiato molto: oggi non abbiamo tempo e tendiamo a fare piatti veloci. Sa perché la Parodi ha successo? Perché ha azzeccato il cambiamento dei tempi e propone ricette realizzabili in dieci minuti. Non so se sia un pericolo o no, la cucina è sempre cambiata nel tempo e continuerà a farlo. Quello che mi preoccupa di più è il nostro approccio al cibo.

Cioè?

Cioè, mangiamo tanto, forse troppo, e vogliamo farlo a basso costo. Non siamo più disposti a spendere per cibi di qualità –e la qualità inevitabilmente costa, visto che implica lavoro e risorse- ma paradossalmente siamo pronti a spendere tantissimo per dimagrire. Basterebbe un sano ed equilibrato rapporto con il cibo per non dover poi dimagrire.

Abbiamo detto che il cibo è anche socializzazione e relazione con l’altro; come giudica allora la formazione di schieramenti opposti, mi passi l’espressione, sul tema “alimentazione”?

Guardi, a questo proposito accolgo la tesi dell’antropologo Marino Niola, che definisce le correnti alimentari come “eresie dei nostri giorni”. Cioè, spesso vogliamo aderire incondizionatamente ad un credo, senza essere disposti a metterlo in discussione, a ragionarci su in modo critico. Nell’alimentazione sono fondamentali la pacatezza e la moderazione, sia nella quantità sia nelle argomentazioni.

Mentre faceva ricerche per il suo libro, si è imbattuto in un episodio o in una storia che l’ha colpita particolarmente?

Devo dire che mi ha interessato molto la storia del caffè, perché è una storia strettamente legata a quella dell’industria. In genere parlare di industrializzazione, in relazione al cibo, significa parlare di scarsa qualità; non è così. Molti prodotti oggi non esisterebbero senza l’industria, senza il genio industriale. Il caffè, figlio della macchina espresso, è uno di questi. Altro esempio, gli spaghetti: senza la trafilatrice industriale oggi non li mangeremmo.

Sa cucinare?

Sì, me la cavo piuttosto bene con i risotti.

Il suo piatto preferito?

Le sardine in saor, tipico piatto della cucina veneziana. Preparo le sardine in saor più buone del mondo!

Michela Ciciliani

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