Sarà presentato sabato 12 settembre “Cronaca di un’attesa”, il nuovo libro fotografico del settempedano Claudio Scarponi, nato dal desiderio di conservare attraverso le immagini la memoria del terremoto che nel 2016 colpì duramente il territorio dell’Appennino centrale.
L’appuntamento è in programma negli spazi che ospitano “Lo Scrigno della Gioia”, in via Ercole Rosa. A introdurre la presentazione sarà il professor Giammario Borri. Modera il giornalista Mauro Grespini.
Un volume che arriva a quasi dieci anni dalle scosse più devastanti e che propone un viaggio fotografico attraverso alcuni dei luoghi maggiormente segnati dal sisma. Scarponi, già assessore comunale di San Severino, pubblicitario di professione e oggi in pensione, ha coltivato negli anni la passione per la fotografia e per il reportage, trovandosi a documentare con la propria macchina fotografica anche i giorni drammatici dell’emergenza.
“Cronaca di un’attesa” non vuole però essere soltanto una raccolta di immagini delle distruzioni provocate dal terremoto. Il filo conduttore del lavoro sono soprattutto le persone, le loro storie e quel senso di sospensione che accompagnò le comunità nei giorni e nei mesi successivi alle scosse.
Nelle fotografie trovano così spazio gli sfollati costretti ad abbandonare le proprie abitazioni, le tendopoli, i palazzetti dello sport trasformati in luoghi di accoglienza e una quotidianità che, nel giro di pochi istanti, venne completamente sconvolta.
Il percorso scelto dall’autore parte da San Severino, dove furono dichiarati inagibili circa 1.924 edifici, per poi spostarsi verso alcuni dei centri maggiormente colpiti dal terremoto: Visso, Ussita e Castel Sant’Angelo sul Nera.
Ed è proprio Castel Sant’Angelo sul Nera, uno dei luoghi simbolo delle scosse del 26 e 30 ottobre 2016, a essere protagonista della copertina del libro. Nello scatto compaiono anche i Vigili del fuoco, presenza fondamentale nei giorni dell’emergenza e simbolo del lavoro svolto per portare soccorso alle popolazioni colpite.
A distanza di quasi un decennio, quelle fotografie assumono dunque un significato che va oltre la semplice documentazione. Raccontano ciò che è accaduto, ma soprattutto restituiscono volti, luoghi e momenti di una fase che ha segnato profondamente intere comunità e che, ancora oggi, continua a essere parte della memoria collettiva.
Il volume è stato stampato in proprio da Scarponi, con la collaborazione della figlia Arianna, che ha curato gli aspetti grafici e l’impaginazione. Una scelta che conferisce al progetto anche un carattere personale e familiare, nato dalla volontà dell’autore di mettere a disposizione della comunità il proprio archivio fotografico.
Le copie di “Cronaca di un’attesa” saranno distribuite gratuitamente, fino a esaurimento.
Il Settempedano

