E’ morto all’ospedale di Macerata all’età di 90 anni l’ex presidente della Regione, Adriano Ciaffi, esponente di spicco della Democrazia cristiana e parlamentare per cinque legislature. Tra i primi ad esprimere il cordoglio “alla famiglia e a tutti i suoi cari” è stato il Governatore delle Marche, Francesco Acquaroli.
“Il suo impegno istituzionale di lunghissimo corso ha attraversato molteplici ruoli apicali – ricorda Acquaroli – da presidente della Regione a membro del Governo nazionale e del Parlamento. Non possiamo dimenticare il suo impegno determinante per la crescita delle autonomie locali e per lo sviluppo del modello di città-regione. Sicuramente un marchigiano tra i più autorevoli e conosciuti nelle Istituzioni della seconda metà del ventesimo secolo”.
Adriano Ciaffi è stato senza dubbio una grande figura della politica e delle istituzioni. Il suo contributo alla riforma degli enti locali negli anni Novanta è stato determinante. In particolare, l’introduzione dell’elezione diretta dei sindaci ha segnato una svolta storica, rafforzando il rapporto tra cittadini e amministrazione e rendendo più diretto, responsabile e trasparente il mandato elettivo.
Personalmente l’ho conosciuto quando avevo poco più di vent’anni, ero all’università e collaboravo con la redazione del Carlino, a Macerata. Lui era davvero un politico di qualità, competente, rispettoso delle Istituzioni. Cattolico, intelligente, generoso: “Ogni suo intervento rappresentava una lezione di rigore”, come sottolineato da chi lo ha conosciuto ancor più da vicino.
Tutti lo ricordano come “una di quelle personalità che hanno contribuito concretamente a rendere più matura la nostra democrazia”.
Oggi siamo in piena crisi di valori, e dovremmo seguire di più il suo esempio di “politica popolare” per contrastare con maggior forza la deriva populista.
m. g.
Il Settempedano

