La comunità ha appena detto addio commossa a Silvia Bisonni, supernonnina di 108 anni, e celebrato ancor più di recente il secolo di vita di Lina Sparvoli, che è già sopraggiunto il momento di Maria Carletti di contrada Colleluce.
I suoi cento anni Maria li compie lunedì 20 aprile, ma li festeggierà il 25 prossimo a “La Lucciola” nel D-Day settempedano della Resistenza e del Presidente Mattarella. E il sindaco Rosa Piermattei ha già promesso che troverà pure il tempo di brindare con la sua concittadina centenaria.
Che incontriamo nella bella casa della figlia Rita, ottuagenaria, in un giorno uggioso di pioggia davanti al caminetto acceso.
Maria, un lampo negli occhi, avverte il cronista: “Oggi è brutto tempo, perchè altrimenti sarei fuori a cercare le erbe…”.
“Ho sempre lavorato duro praticamente da quando sono nata a Santa Maria in Piana di Treia. Ero il maschiaccio di casa, tirato su da mio padre Nazzareno come tale. La ragazza di famiglia sempre con nostra madre Domenica era sopratutto mia sorella Giuseppa”.
“Già, allora non c’era molta fantasia nei nomi, quasi obbligati: Maria e Giuseppe/a: e via di questo passo”.
Brillano d’ironia gli occhi della “giovane” centenaria.
“Ero tuttavia una bella ragazza e a 20 anni ero già sposata a Parolito con Albino Scagnetti tornato dopo 7 anni dal servizio militare”.
“Albino è morto oltre 40 anni fa, non mi sono più voluta sposare nonostante i pretendenti non mancassero. Loro arrivavano dai centri vicini e mio padre li dissuadeva: non credo che mia figlia voglia risposarsi. Cosi era”.
“Io avevo il mio bel da fare lavorando nei campi e ad allevare Rita, e Mario purtroppo deceduto. Il ricordo di lui sempre è per me negli occhi di sua figlia Fabiana, insegnante, adorata nipote”.
Rita, pensionata, ha avuto due figli: Simone, e Romina stroncata da malattia appena trentenne.
Ancora.
“Il grande amore di questi anni? Mio nipote Simone, padre di Sofia, diciassettenne campionessa marchigiana di ballo”.
“Il mio segreto? I… grugni, cioè le erbe ‘troate’ nei campi”, scherza la centenaria.
“In realtà il segreto è nella mia infinità curiosità: leggo in continuazione. Simone mi riempie la casa di riviste e ora ho iniziato la lettura del bel libro di mio nipote Luciano Carletti ‘Tra la paja e lo fie’ che racconta la storia della nostra famiglia e della Valpotenza. Vedo inoltre la tv. Mi piace Stefano De Martino ma seppur di poco preferisco Gerry Scotti e Samira”.
Altro?
“Certo i viaggi, ad esempio. In Italia e all’estero in compagnia dei nipoti”.
Ancora?
“Sicuro. La fisarmonica, che suono sin da ragazza. E il ballo. Ho festeggiato i 99 anni al ‘Faro’ di San Severino. Mi piace cucinare: per le tagliatelle sono famosa. E non solo per i miei familiari ma pure per i clienti della Lucciola. E non mi fermo certo qui. Ma al momento può bastare? O no?”.
Certo che puo’ bastare per i suoi primi 100 anni, signora Maria.
“Un momento ancora: scriva che a ‘La Lucciola’ il 25 prossimo per l’occasione dirà messa padre Luciano Genga. Anche lui come me un po’ treiese e ora un po’ di San Severino…”.
E sorride (negli occhi il lampo che abbiamo imparato a conoscere).
M. V.
Il Settempedano





