Domenica 29 marzo sono stati ricordati gli Eccidi di Chigiano e Valdiola. La cerimonia quest’anno ha segnato una svolta civile importante: la volontà dell’Amministrazione comunale e dell’Anpi di riallineare il ricordo alla reale cronologia degli eventi, riportando la celebrazione a ridosso della tragica data del 24 marzo 1944.
Il sindaco Rosa Piermattei ha aperto gli interventi ringraziando le numerose autorità intervenute a testimonianza di una memoria condivisa che unisce diversi territori delle Marche. Tra i partecipanti il vice sindaco di Camerano, Giacomo Marincioni, il presidente del Consiglio comunale di Osimo, Eliana Flamini, il consigliere comunale di Serra San Quirico, Pier Luigi Adorisio. A rappresentare l’Anpi il presidente provinciale Francesco Rocchetti e la presidente della sezione “Capitano Salvatore Valerio” di San Severino, Donella Bellabarba.
Quest’ultima nel suo intervento alla cerimonia ha offerto una precisa ricostruzione storica degli eventi che colpirono l’intero territorio del monte San Vicino, mentre Lorenzo Marconi ha tracciato il legame indissolubile tra il sacrificio dei martiri e la nascita della nostra Costituzione, ricordando come la cultura della pace e della partecipazione sia, ancora oggi, l’unico vero antidoto contro ogni prepotenza.
Nel suo discorso il primo cittadino settempedano Rosa Piermattei ha spiegato la scelta politica e civile di cambiare le date delle celebrazioni: “Per troppo tempo le date sono state adattate per comodità ma abbiamo voluto che il ricordo cadesse nelle stesse ore in cui, nel 1944, la terra del San Vicino veniva bagnata dal sangue. Restituire coerenza significava restituire dignità alle vittime e precisione al racconto che tramanderemo. I valori di libertà e giustizia restano la nostra unica direzione”.
La cerimonia, infatti, ha voluto unire idealmente tutte le vittime della repressione sul San Vicino, includendo la figura di don Enrico Pocognoni, il parroco di Braccano trucidato dai nazifascisti.
Il Settempedano



