Caro Babbo Natale,
quest’anno ho deciso di scriverti anch’io una letterina, nonostante non sia più una bambina. Però si dice che quando si diventa vecchi si torna fanciulli… Ed è vero, perché i ricordi sono tanti e mi rivedo da piccola così emozionata e felice di trovare una sorpresa sotto l’albero di Natale.
Oggi, a 87 anni, ho ancora un desiderio che vorrei si avverasse, magari tu puoi aiutarmi… Ma penso che prima ci sia un problema da risolvere: non so se, fra tante luci che brillano a festa in questi giorni, tu riusciresti a trovare la mia casa. Abito all’inizio della “Corta di Serripola”, appena fuori dal centro del paese, dove manca da sempre la pubblica illuminazione, nonostante ci siano diverse famiglie residenti. In un tratto la strada è proprio buia, sembra un angolo dimenticato dal mondo. Eppure siamo lì, spero che almeno tu – Babbo Natale – dall’alto della tua slitta possa individuare le nostre luci di Natale e consegnare dal camino il tuo dono.
Ah, è vero, scusami… Non ti ho detto ancora cosa vorrei ricevere! Chiedo tre punti luce che illuminino la parte di via rimasta nell’oscurità. E’ un regalo strano, mi rendo conto, ma forse tu potresti essere l’unica persona in grado di ascoltarci e capire il nostro disagio. Da cinque anni giace negli uffici comunali una petizione che feci firmare a una sessantina di persone qui residenti proprio per chiedere luce sulla pubblica via, ma quella lettera è rimasta inascoltata, finita chissà in quale cassetto di scrivania. Nessuno ci ha risposto, né dato ascolto. Allora ho pensato di rivolgermi a te, che sei sempre così buono con tutti i bambini del mondo. Forse riuscirai a esaudire anche questo mio ultimo desiderio!
Grazie! Buon Natale… Babbo Natale!
Ines Marisa Pighi
Il Settempedano

