Daniela Scattolini si è brillantemente laureata in Criminologia all’Università telematica E-Campus, discutendo nella sede di Roma una tesi sul caso Alessia Pifferi e la Sindrome di Calimero.
Già Ispettore capo della Polizia locale, in servizio attualmente nel Comune di Gagliole, la neodottoressa Daniela Scattolini ha conseguito il titolo accademico a pieni voti e con grande soddisfazione dei suoi familiari che, attraverso Il Settempedano, le formulano felicitazioni e auguri per il suo futuro professionale.
Ma cos’è la Sindrome di Calimero?
La convinzione di essere stati baciati dalla sfortuna, accompagnata da vittimismo e lamentele.
“E che maniere! Qui fanno sempre così perché loro sono grandi e io sono piccolo e nero. È un’ingiustizia, però!”. E’ questa infatti la celebre frase di Calimero, mascotte della pubblicità italiana, che risulta piuttosto evocativa di per sé. Se vi ricordate, il piccolo e goffo pulcino appare per la prima volta nel format Carosello per sponsorizzare una società produttrice di saponi e detersivi: essendo caduto nella fuliggine si sporca, diventa tutto nero e non viene più riconosciuto dalla sua mamma, che lo abbandona; grazie a un prodigioso detersivo torna ad essere bianco, pulito e contento. Col tempo, poi, il suo personaggio è diventato nella mentalità italiana l’immagine iconica della vittima: Calimero si sente sempre solo, indifeso, costantemente segnato dalla sfortuna, incompreso catalizzatore di tutti gli eventi negativi. E il suo pensiero si traduce in una pedante lamentazione continua.
Il Settempedano

