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Un momento del finissage, con la presentazione del catalogo
Un momento del finissage, con la presentazione del catalogo

Chiusa con successo la mostra dedicata a “La natura del segno nelle Marche”

Si è conclusa con un finissage di grande successo e una sala gremita l’acclamata mostra “La natura del segno nelle Marche. Tracce di collezionismo fra primo e secondo Novecento”, ospitata negli suggestivi spazi della chiesa della Misericordia in Piazza del Popolo.

L’evento conclusivo, che ha visto la presentazione ufficiale del catalogo, ha catalizzato l’attenzione di un vasto pubblico, di critici d’arte e di numerosi appassionati, consolidando l’esposizione come uno degli appuntamenti culturali più significativi del 2025. La serata è stata introdotta dagli interventi istituzionali. Il sindaco Rosa Piermattei ha espresso la sua profonda soddisfazione per l’iniziativa, ringraziando i curatori Maria Letizia Paiato e Paolo Gobbi.

“Questa mostra ha saputo esplorare, con grande profondità, il dialogo fra l’arte contemporanea del Novecento marchigiano e l’importante ruolo del collezionismo privato del nostro territorio, confermando la vitalità culturale della nostra città – ha dichiarato il sindaco – e dimostrando come l’arte sia un motore vitale della nostra identità collettiva”. Rosa Piermattei, sottolineando la qualità dei lavori esposti, ha auspicato che questo successo possa aprire la strada a future mostre di pari tenore. Ai ringraziamenti si è unita l’assessore comunale alla Cultura, Vanna Bianconi, che nel testo introduttivo della mostra aveva già rimarcato come l’arte sia uno “strumento potente di rigenerazione sociale ed economica” per la comunità.

L’incontro è stato coordinato dalla curatrice della mostra, Maria Letizia Paiato, la quale ha guidato la presentazione del catalogo e ringraziato tutti gli enti, associazioni, artisti e collezionisti che hanno contribuito con generosità al progetto, ricordando che il collezionismo ha “sposato la bellezza dell’arte nuova del secondo Novecento”. L’ideatrice ha espresso grande soddisfazione per come la mostra sia riuscita a raccontare e mostrare ai visitatori “la forza del segno e del disegno nella storia dell’arte”, evidenziando come gli artisti marchigiani abbiano saputo imporsi anche a livello nazionale e internazionale come Magdalo Mussio, Giuli e Piermarini, Pannaggi, Peschi, Wladimiro Tulli, Arnaldo Bellabarba e insieme a tutti gli altri.

“Il catalogo – ha sottolineato la curatrice – non è solo un resoconto, ma una “eredità fondamentale” che lascia una traccia duratura del profondo legame tra l’arte e chi la custodisce”, includendo i contributi di esperti come Paola Ballesi, Pierfrancesco Giannangeli e Daniele Taddei.

Anche l’altro curatore, il professor Paolo Gobbi, ha ricordato come l’idea della mostra sia nata da una riflessione sul “valore del disegno come un esercizio di visione, di misura e di libertà”. Gobbi ha messo in luce la sinergia fondamentale tra disegno, arte e territorio, affermando che la mostra è “un invito a riscoprire la forza della sinergia culturale, la continuità di una tradizione artistica che, partendo da Macerata e andando oltre, continua a parlare al presente con voce viva e autentica”.

La mostra, un’esposizione di 60 capolavori di 36 artisti, è stata sostenuta dal Comune di San Severino e promossa dall’associazione Amici di Palazzo Buonaccorsi di Macerata e dall’associazione Yoruba diffusione arte contemporanea APS con il patrocinio della Fondazione Marche Cultura, dell’Accademia di Belle Arti di Macerata, della Fondazione Salimbeni e dell’Uteam.