La Chiesa marchigiana e l’intera comunità settempedana hanno reso l’ultimo omaggio con un lungo e partecipato addio al cardinale Edoardo Menichelli, arcivescovo emerito di Ancona-Osimo, spentosi lunedì scorso nella sua sua residenza alla Madonna dei Lumi.
Le esequie, celebrate in forma solenne, hanno visto la partecipazione di numerose autorità religiose e civili. A presiedere la cerimonia è stato monsignor Nazzareno Marconi, vescovo di Macerata e presidente della Conferenza episcopale marchigiana. Accanto a lui l’arcivescovo di Camerino – San Severino, monsignor Francesco Massara, gli incaricati e i vescovi emeriti delle altre diocesi marchigiane, tantissimi sacerdoti, i diaconi, i religiosi, le confraternite.
Nell’omelia pronunciata da monsignor Angelo Spina, arcivescovo metropolita di Ancona-Osimo, è stato reso un commosso tributo al porporato sottolineandone la sua luminosa testimonianza di fede e servizio.
L’arcivescovo Spina ha ricordato come il cardinale Menichelli abbia lasciato nelle diocesi di Ancona-Osimo, Camerino-San Severino e Chieti-Vasto un “ricordo incancellabile di sapienza, guida spirituale e pastorale, i cui frutti sono ancora vivi e presenti”. Nel suo intervento, monsignor Spina ha anche toccato i momenti salienti della vita del cardinale, segnata da un’intensa attività pastorale e dalla capacità di rimanere sempre vicino alla gente, tanto da meritarsi l’appellativo che amava: “Don Edoardo”.
“È stato un pastore in mezzo alla gente, un pastore dall’odore delle pecore, che ha voluto essere collaboratore di quella gioia che viene dall’incontro personale con il Creatore, sentendosi di essere un povero servo che, giunto al termine della giornata, chiede umilmente al Padrone di accoglierlo nella sua casa”, ha detto monsignor Spina, rievocando la parabola evangelica del Buon Pastore.
Particolarmente toccante è stato il ricordo dell’ultimo periodo di malattia del cardinale, affrontata con un “spirito indomito”: “Ha sperimentato la croce di una malattia devastante, affrontata con coraggio, fede e abbandono fiducioso alla volontà del Signore. Il progressivo affaticamento fisico non ha fiaccato il suo spirito, esaltando ancora di più il ricordo di quella carica interiore di amore a Cristo e passione per il Vangelo”.
Il cardinale Menichelli, la cui vita fu segnata dalla precoce perdita dei genitori e dalla formazione nel Seminario di San Severino, scelse come motto episcopale “Sub lumine matris” (Sotto la luce della madre). L’arcivescovo di Ancona ha concluso sottolineando come la sua vita e il suo ministero rimangano “un libro aperto da leggere e rileggere”.
La salma del cardinale Menichelli viene tumulata nella cattedrale di San Ciriaco ad Ancona.
La cerimonia di addio al cardinale Menichelli, semplice come nelle sue volontà, si è conclusa con la lettura dei messaggi di cordoglio inviati, tra gli altri, dalla Segreteria di Stato del Vaticano a nome di Sua Santità Papa Leone XIV e dal segretario generale della Cei, monsignor Giuseppe Baturi.
“Zelante pastore” e “generoso presbitero”. Così Papa Leone XIV ha voluto descrivere la figura del cardinale Menichelli. “Nel ricordare questo caro fratello che ha servito la Chiesa e la Santa Sede con dedizione – ha scritto il Papa – elevo la mia preghiera al Signore affinché, per intercessione della Beata Vergine Maria, lo accolga nella Gerusalemme celeste”.
Nella chiesa del santuario della Madonna dei Lumi era presente anche il gonfalone della Città di San Severino listato a lutto. Al primo banco, con la fascia tricolore, il sindaco Rosa Piermattei. Accanto a lei il presidente della Regione, Francesco Acquaroli, la signora Maria Cecilia Lazzarini, vedova del compianto Francesco Merloni, il presidente del Consiglio comunale di Ancona e medico del cardinale, dottor Simone Pizzi, l’assessore alla Cultura della Città di Vasto, Nicola Della Gatta.
Presenti i consiglieri regionali Silvia Luconi, Renzo Marinelli, Luca Marconi e Leonardo Catena, il sindaco di Fabriano, Daniela Ghergo, il vice sindaco di Camerino, Antonella Nalli, le autorità militari e civili, rappresentanti dell’Ordine di Malta, rappresentanti della Fondazione Villa Nazareth, il segretario generale della Giunta regionale, Mario Becchetti, l’ex Governatore delle Marche, Gian Mario Spacca, l’imprenditrice Maria Paola Merloni.
Insieme alla famiglia e ai parenti stretti del cardinale Menichelli anche le Sorelle Missionarie dell’Amore del Cuore di Cristo. In chiesa e fuori i volontari della Protezione civile, della Croce rossa, dell’Associazione nazionale Carabinieri.
Il Settempedano





