“Dobbiamo ragionare in termini di offerta sanitaria di qualità e in rete con gli altri ospedali dell’Ast, mantenendo i servizi – ha spiegato il Direttore generale, Alessandro Marini – , perché all’ospedale di San Severino lavorano 185 persone e rappresentano un patrimonio di competenze importanti, che vanno valorizzate. Da gennaio ho fatto 100 assunzioni per l’Ast, è un piano occupazionale di grande impegno, ma vi assicuro che faremo il possibile per avere le dotazioni organiche che servono. Il ‘Bartolomeo Eustachio’ è un punto di riferimento importante per le cure che noi vorremmo implementare per essere vicini ai pazienti, anche nelle cure a domicilio. Stiamo investendo cifre importanti nel presidio settempedano, stiamo completando l’adeguamento alla normativa antincendio per un importo di 1 milione e 219 mila euro, abbiamo già realizzato la Centrale operativa territoriale (Coy) per un importo di 173 mila euro, che funge da collegamento tra ospedale e territorio, e sono in corso i lavori di realizzazione della Casa di comunità Hub per un importo di 3 milioni e 264 mila euro”.
L'avvocato Marco Massei con Saltamartini e Marini
L’Anello della Vita dona 40 mila euro all’Hospice. Saltamartini e Marini sul futuro dell’ospedale
Quando il dolore si trasforma in dono per gli altri è capace di portare frutti di bene tangibili. Così è stato per la donazione di quarantamila euro all’Hospice di San Severino da parte della Fondazione L’anello della Vita Onlus, presieduta dall’avvocato Marco Massei.
Una donazione importante attraverso la quale sono stati comprati nuovi letti e arredi, frutto della generosità di tante famiglie di pazienti che sono stati ricoverati all’Hospice e hanno voluto ringraziare con un’elargizione benefica la struttura ospedaliera per la qualità delle cure ricevute.
Per dare rilievo al loro gesto è stata organizzata una conferenza stampa cui hanno partecipato il Direttore generale dell’Ast di Macerata, Alessandro Marini, il sindaco Rosa Piermattei, l’assessore regionale alla Sanità, Filippo Saltamartini, lo stesso avvocato Massei in rappresentanza della Fondazione e, fra gli altri, i dottori Sergio Giorgetti, responsabile dell’Hospice, e Luca Faloppi dell’Oncologia.
“Ringrazio di cuore tutte le famiglie che hanno donato e che hanno permesso l’acquisto di nuovi arredi per rendere l’attività terapeutica che qui si svolge ancora più confortevole – ha esordito l’avvocato Marco Massei –. Il diritto alla salute è pure quello di potersi curare adeguatamente, anche quando non si può guarire”.
“L’ Hospice di San Severino – ha aggiunto il sindaco Rosa Piermattei – è un luogo di cura dove si incontrano grandi professionalità e straordinaria umanità nell’attenzione rivolta ai pazienti e alle famiglie”.
Da parte sua il dottor Luca Faloppi ha parlato di un modello esistente a San Severino che dovrebbe essere riprodotto. Nella fattispecie si tratta delle cure simultanee, cioè di quella presa in carico a 360 gradi del paziente oncologico in un’integrazione multidisciplinare tra oncologia attiva e fine vita, tra gli specialisti palliativisti e oncologi per garantire efficacia delle cure e qualità della vita.
“Questo ospedale – ha sottolineato l’assessore alla Sanità, Filippo Saltamartini – è stato difeso nel tempo attraverso battaglie istituzionali dove anch’io ero presente in diverso ruolo. Abbiamo lottato perché San Severino avesse il suo ospedale di base, con la sua autonomia e i suoi finanziamenti dedicati, previsti ora anche nel Piano socio-sanitario che abbiamo approvato. Questa struttura vanta 1.245 ricoveri e 12.687 accessi al Punto di Primo intervento: cifre importanti per un ospedale di riferimento di un intero territorio”.
L’assessore ha poi ricordato che la Regione Marche vanta di essere seconda in Italia, dopo la Provincia di Bolzano, per tecnologie sanitarie d’avanguardia. “La domanda di sanità è una domanda indefinita, ma noi come Regione abbiamo investito nella formazione dei Medici finanziando 150 borse di studio in più l’anno e garantendo il numero dei medici che serviranno per gli anni a venire, 2027 e 2028. Nell’ospedale di San Severino ci sono eccellenze nazionali, basti pensare all’Oculistica guidata dal dottor Vincenzo Ramovecchi e all’Oncologia genetica guidata dal dottor Luca Faloppi. Voglio annunciare con orgoglio che stiamo lavorando per fare di San Severino un Centro per la cura del tumore al pancreas in collaborazione con altri prestigiosi Centri a livello nazionale, a testimonianza della caratura professionale dei medici che lavorano nel presidio di San Severino”.
Il Settempedano




