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Lo stadio di Detroit e, nel riquadro, Guglielmo Audiberti
Lo stadio di Detroit e, nel riquadro, Guglielmo Audiberti

Dagli Usa, Guglielmo Audiberti: “Qui 6 mila vaccini al giorno allo stadio”

Guglielmo Audiberti, docente all’Università del Michigan, vive e insegna da molti anni negli Stati Uniti. In questi giorni ha ricevuto il vaccino Pfizer nello stadio Ford Field a Detroit. Gli abbiamo chiesto di raccontarci come sta andando la campagna di vaccinazione negli Usa e come sono organizzati là per raggiungere in breve tempo il maggior numero di americani.

Ecco il suo racconto.

“Le vaccinazioni sono iniziate a dicembre, suddivise in categorie. I primi a essere vaccinati sono stati medici e paramedici, infermieri, personale addetto alle cure degli anziani, nonché le persone anziane, con disabilità o malattie importanti, dai 65 in su. Quindi, i lavoratori nel settore dei servizi pubblici, degli uffici postali e della grande distribuzione e, assieme a loro, le persone con più di 54 anni con patologie o disabilità e chi li assiste. Ora è iniziata la grande vaccinazione di massa. Nel Michigan, dove vivo, ci sono state delle restrizioni, così pure in altri Stati. Molto è dipeso dalle decisioni dei Governatori e dalle disponibilità dei vaccini stessi: alcune Contee ne avevano più di altre. Molta gente che conosco, ad esempio, è andata in altri Stati – come l’Ohio, che dista circa 45-50 minuti da Ann Arbor – per farsi vaccinare prima; altre persone hanno guidato per 200 chilometri pur di farlo in fretta. Se sei eleggibile, e quindi hai almeno 50 anni, puoi richiedere un appuntamento o fare domanda presso i Dipartimenti sanitari locali, le farmacie, i Cvs, Walgreens o farmacie dei supermercati come Meijer (una famosa catena) e i centri autorizzati. Personalmente ho fatto richiesta appena la Governatrice dello Stato del Michigan ha aperto le vaccinazioni a quelli che avevano dai 50 anni in su. Ho scaricato l’applicazione sul telefonino e ho preso un appuntamento per il primo giorno disponibile, lo scorso 24 marzo. Due giorni dopo anche il Dipartimento di Medicina dell’Università del Michigan, con un’altra applicazione, mi ha dato appuntamento ad Ann Arbor. Ma ho rinunciato perché ormai avevo la prenotazione per Detroit. Sono andato al “Ford Field”, uno stadio dove avvengono gli incontri di football americano. Qui hanno iniziato a fare i vaccini di massa: 6.000 vaccini al giorno per 8 settimane. Il via c’è stato proprio lo scorso mercoledì 24. Questa iniziativa è nata da una collaborazione fra lo Stato del Michigan, la Contea di Detroit, il Sistema sanitario Harrison Ford e il supermercato Meijer. Il servizio è fornito da un supporto medico militare. Si accede tramite appuntamento, come ho detto, che si può fissare direttamente dal proprio cellulare.

Sono arrivato 30 minuti in anticipo al parcheggio di fronte allo stadio, che è gratuito. Fuori non c’era fila, si entrava tranquillamente. Mi hanno misurato la febbre e chiesto se avevo avuto dei sintomi del Covid nei giorni precedenti. Dopodiché ho avuto accesso a una postazione in cui hanno verificato la mia identità. Infine, più avanti nell’atrio, c’erano (e ci sono) almeno una trentina di postazioni per la somministrazione del vaccino. La dottoressa, un medico militare, mi ha chiesto in quale braccio volevo fare l’iniezione e così, in pochi minuti, ho ricevuto la prima dose Pfizer. Poi mi hanno dato un cartoncino con la registrazione del primo vaccino indicandomi la data del richiamo. Ho aspettato per 15 minuti in un posto enorme in cui c’erano tante persone distanziate e, una volta trascorso il fatidico quarto d’ora, non avendo avuto alcune effetto collaterale, me ne sono tornato a casa. Tutto si è svolto in maniera efficiente e veloce.

Guglielmo Audiberti

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