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Da sinistra: Mauro Francucci, Manila Amici e Michele Cataldi
Da sinistra: Mauro Francucci, Manila Amici e Michele Cataldi

Assem: il Consiglio di Amministrazione uscente saluta e chiarisce

Il Consiglio di Amministrazione uscente di Assem SpA – composto da Manila Amici, Mauro Francucci e Michele Cataldi -, dopo la formale accettazione delle proprie dimissioni e la successiva nomina dei nuovi Amministratori unici da parte del sindaco nell’assemblea del 15 febbraio, saluta ufficialmente l’azienda e tutto il personale, ringraziando per l’onore concesso nel rappresentarli dall’agosto 2016.

“E’ stata per noi un’esperienza tanto avvincente e costruttiva quanto impegnativa. Abbiamo avuto l’opportunità di acquisire conoscenze, crescere umanamente e professionalmente. Con senso civico abbiamo accettato l’incarico e ribadito negli anni la nostra disponibilità, con l’intento di dare il nostro contributo a una realtà che sa esprimere al meglio il principio fondante di un’azienda a partecipazione pubblica, in grado non solo di gestire servizi pubblici essenziali con elevati standard di qualità a vantaggio della popolazione, ma anche perseguire visioni e azioni lungimiranti, soprattutto nel campo dell’attività di distribuzione dell’energia elettrica ove opera sin dalla sua fondazione. Consapevoli di questo patrimonio, abbiamo operato nel prioritario ed esclusivo interesse dell’Assem e nella totale e continuativa trasparenza nei confronti dell’Amministrazione comunale, affrontando insieme a tutto il personale le numerose difficoltà che hanno segnato questo quadriennio: l’emergenza sismica e la ricostruzione, l’ampliamento della gestione del servizio idrico ai Comuni limitrofi, il blackout del gennaio 2017 causato dagli eccezionali eventi meteorologici, la carenza idrica e la pandemia, solo per citarne alcune.

Abbiamo lavorato, ponendoci con la massima umiltà al fine di comprendere le caratteristiche e le norme che regolano le attività svolte dall’Assem, consentendone la gestione ordinaria e non, nel rispetto della sua storia e cercando, soprattutto, di anticipare gli effetti degli scenari regolatori futuri e poter quindi efficacemente valutare i possibili e necessari piani aziendali da sottoporre all’attenzione del sindaco.

Nei prossimi 4 anni Assem dovrà affrontare la graduale perdita di alcuni dei servizi attualmente svolti: la concessione per la distribuzione gas è infatti scaduta nel 2012 e le procedure di affidamento della gara pubblica, a cui l’azienda non potrà partecipare, sono state solo temporaneamente sospese a causa del sisma; la gestione del servizio idrico, affidata fino al 2025 per il tramite della consortile Unidra Scrl, prevede che l’Ato3 Marche Centro avvii dal 2023 l’individuazione del soggetto unico a livello provinciale a cui affidare il servizio, anche a mezzo gara; la concessione ministeriale per la distribuzione di energia elettrica scadrà nel 2030 e le nuove convenzioni saranno rilasciate a seguito di gare previste dal 2025, alle quali Assem non potrà partecipare in ragione dei suoi vincoli dimensionali (con i suoi 8.100 utenti serviti rientra tra i cosiddetti “piccoli distributori”).

In merito a quest’ultimo servizio, visto l’ampio dibattito generato dal progetto di aggregazione con Odoardo Zecca Srl per la gestione del servizio di distribuzione dell’energia elettrica anche nei Comuni di Ortona e San Vito Chietino (complessivamente 17.000 utenti aggiuntivi), riteniamo necessario fornire alla comunità settempedana le informazioni necessarie per la corretta interpretazione degli avvenimenti.

Nel 2017, superata la prima fase dell’emergenza sisma, ci siamo fatti promotori (nei confronti di distributori di energia elettrica operanti nel territorio nazionale e dimensionalmente simili) di un’iniziativa finalizzata all’individuazione di uno strumento aggregativo tale da assicurare, in primis, la prosecuzione dei benefici connessi al regime tariffario individuale (abrogato totalmente dall’Arera a partire dal 2018 e parzialmente per gli anni 2016-2017, per i distributori con meno di 25.000 utenti) e, in prospettiva, la partecipazione alle gare alla scadenza delle attuali concessioni.

Consapevoli che la regolazione di settore promuove la costituzione di concessionari di dimensioni ritenute efficienti (non inferiori ai 50.000 utenti) e memori delle difficoltà politiche connesse alla voltura delle concessioni (ragione che già in passato precluse la fusione tra Assem e Assm Tolentino, progetto che oggi avrebbe posto le aziende in tutt’altra posizione e prospettiva) si è costruito un modello di aggregazione aperto, che consentisse a tutti i soggetti interessati il mantenimento del titolo concessorio.

Ad inizio 2018 è stato avviato un procedimento di acquisizione di manifestazioni di interesse al fine di verificare se dei concessionari, e quale tipo di concessionari, potessero mai essere interessati alla costituzione di una rete con soggettività giuridica. Di fronte all’adesione di numerosi distributori su tutto il territorio nazionale (13 soggetti per un totale di oltre 100.000 utenti serviti), considerando gli effetti compensativi in termini di ricavi del nuovo regime tariffario parametrico (periodo 2018-2023) nel frattempo deliberato da Arera, è stato ritenuto oltremodo gravoso l’onere amministrativo ed economico a carico di Assem come promotore del progetto aggregativo. Ciò anche in considerazione delle manifestazioni di interesse ricevute da distributori di maggiori dimensioni.

Per queste ragioni nell’aprile 2018 Assem ha pubblicamente chiuso il procedimento manifestando comunque la propria disponibilità a valutare forme di aggregazione simili.

Nel gennaio 2019 la Odoardo Zecca Srl, uno dei concessionari che avevano espresso il proprio interesse all’iniziativa di Assem, ha rilanciato l’iniziativa trasmettendo uno schema di contratto di rete con soggettività giuridica e fondo patrimoniale e richiedendo l’avvio del percorso di verifica ed adeguatezza con l’Arera e il Mise (Ministero dello Sviluppo economico; ndr). Le economie di scala e di scopo risultanti dalla combinazione delle sinergie aziendali sono risultate da subito rilevanti. La prima: il superamento della soglia di sbarramento strategica dei 25.000 utenti per l’accesso alla tariffa individuale.

A febbraio 2019 il Consiglio comunale, recepita la proposta per il tramite di Assem, ha deliberato l’atto di indirizzo autorizzando l’azienda a compiere tutte le attività necessarie alla definizione del progetto di aggregazione, fissando specifici obiettivi, dei riconoscimenti autorizzativi e richiedendo la predisposizione del relativo piano economico.

Nel dicembre 2019 Arera ha riconosciuto il contratto di rete, nella forma proposta dai due concessionari, recependone esattamente le finalità giuridico-economiche. In particolare, all’art. 31 del testo di regolazione TIT 2020-2023, Arera ha previsto il “contratto di rete” quale strumento diverso ma ulteriore “oltre alle forme di aggregazione societaria che comportano la cessione definitiva del titolo concessorio relativo al servizio di distribuzione”, prevedendo la sub-concessione delle imprese aderenti e delineando i meccanismi incentivanti previsti per le aggregazioni attuate nel periodo 2018-2023.

A gennaio 2020 è stato avviato il confronto con il Mise, a cui Arera aveva demandato la definizione della procedura concordata di sub-concessione senza individuarne le modalità. Alla formale richiesta dei due concessionari, in cui si proponeva l’applicazione dell’istituto in analogia con attività sia pur diverse dalla distribuzione dell’energia elettrica, la Dirigente ministeriale dott.ssa Barbaro ha comunicato (febbraio 2020) di ritenere “necessaria una preventiva istruttoria e valutazione di tale strumento da parte di questa Amministrazione concedente” ribadendo che “il conferimento del titolo concessorio in subconcessione avvenga mediante procedura concordata con il Mise per il corretto esercizio del servizio”.

In occasione dell’assemblea Assem del 28 febbraio 2020, informato il sindaco, si è ritenuto opportuno procedere all’aggiornamento del cronoprogramma, all’approfondimento dei contenuti del business plan e alla verifica delle valutazioni preliminari propedeutiche alla formale interlocuzione con il Mise.

Le risultanze sono state illustrate a fine maggio 2020 prima al sindaco e quindi alla Giunta comunale invitata in occasione della seduta del CdA di Assem del 22 luglio 2020 che, il 10 agosto successivo, ha quindi proposto all’Amministrazione comunale di autorizzarlo a sottoscrivere – nei contenuti che sarebbero stati definiti e rifiniti rispetto alla primigenia struttura – il contratto di rete. L’efficacia del contratto sarebbe rimasta comunque sospesa fino a positiva conclusione dell’iter autorizzativo richiesto dal Mise e al successivo rilascio della subconcessione. L’efficacia del contratto di rete si sarebbe perfezionata poi, solo con l’approvazione definitiva del Consiglio comunale di San Severino. Qualora l’iter ministeriale fosse risultato non positivo o nel caso in cui il Consiglio comunale non si fosse espresso favorevolmente il contratto si sarebbe invece risolto automaticamente senza effetti per le parti.

Dalla proposta del 10 agosto 2020 l’Amministrazione comunale ha partecipato a un unico incontro nei primi giorni del mese di settembre. Non è stato successivamente possibile avere ulteriori confronti per approfondire il progetto nei suoi aspetti innovativi, sia sotto il profilo giuridico che economico-finanziario. Tutto ciò malgrado la reiterata disponibilità manifestata dal CdA, dai consulenti e dai responsabili aziendali direttamente coinvolti nel progetto.

Da ciò discende la necessità di completare almeno la disamina dell’iniziativa.

Il ricorso allo strumento “contratto di rete”, diversamente dalla costituzione di una nuova società o dalla fusione fra società e dalla cessione di ramo di azienda, avrebbe consentito – nella sua struttura definitiva – il mantenimento delle identità societarie e aziendali dei retisti, fino a decisioni che sarebbero potute intervenire con l’avvio nel 2025 delle procedure di gara ai sensi dell’art. 9 comma 2 del d.l. n. 79/99, ed avrebbe permesso l’individuazione di obiettivi valutabili ed attuabili nel tempo, l’ingresso graduale e regolamentato di eventuali ulteriori distributori, di mantenere distinti e sempre riscontrabili i ricavi tariffari attribuibili ai singoli retisti, di lasciare in capo ai singoli distributori la responsabilità e l’esercizio delle proprie infrastrutture di rete e, soprattutto, le singole concessioni.

Di fronte al silenzio dell’Amministrazione comunale, nella necessità di operare scelte fondamentali per la gestione nei vari settori aziendali, nell’assemblea del 22 dicembre 2020 è stata sollecitata una risposta per poter completare l’iter progettuale avviando l’interlocuzione con il Mise o, diversamente, fornire indicazioni per l’elaborazione di piani aziendali alternativi allo stesso progetto “Contratto di rete”.

La comunicazione del sindaco del 14 gennaio 2021, con la quale si rinvia ogni determinazione in merito al “Contratto di rete” a valle dell’insediamento della prossima Amministrazione, ha pregiudicato – a nostro avviso – la possibilità di realizzare questa forma aggregativa (quantomeno con la società che aveva invitato Assem a realizzare il progetto) e di raggiungere nel 2024 le dimensioni per poter partecipare alle procedure di gara. Infatti ciò significa rimandare l’avvio dell’interlocuzione con il Mise e l’attuazione del contratto di rete almeno fino alla primavera del 2022 distraendo il tempo che sarebbe stato utile per il consolidamento della nuova struttura e per il coinvolgimento di altri distributori limitrofi che, anche alla luce degli avvenimenti descritti, potrebbero valutare soluzioni alternative (vendita a gara della concessione, aggregazioni con altri soggetti, anche in rete).

Di fronte alla volontà, peraltro debolmente argomentata, di rinviare il completamento della fase progettuale nonostante uno specifico atto di indirizzo ed affrontare i prossimi cambiamenti dei servizi gestiti, abbiamo deciso di presentare le nostre dimissioni quale atto di coerenza e rispetto del nostro ruolo di amministratori, della missione dell’azienda e della fiducia accordata dai dipendenti.

Le osservazioni al progetto di aggregazione (non fusione), espresse solo nella seduta del Consiglio comunale del 18 febbraio scorso, senza il necessario approfondimento giuridico, regolatorio e tariffario connessi allo strumento proposto, avrebbero trovato pronta, competente ed esaustiva risposta con la presenza nostra.
Esercitare la responsabilità di decidere comporta necessariamente l’acquisizione preventiva (ed impegnativa) di corrette informazioni. L’espressione di un giudizio da parte di persone che non hanno competenze specifiche e, tra l’altro, in merito a un progetto innovativo riguardante una tipologia aziendale assolutamente lontana dalle realtà produttive presenti sul mercato, deve basarsi sul confronto, anche in contraddittorio, con persone qualificate, competenti ed esperte.

L’Amministrazione ha deciso di non affrontare il problema per mesi e, quando lo ha dovuto fare, ha deciso di affidarsi a un’analisi unilaterale (e probabilmente non autonoma), priva non solo del confronto con noi, ma neanche con i qualificati ed esperti professionisti che hanno lavorato al progetto, e neanche con il personale aziendale che da decenni lavora e garantisce la solidità e la qualità di Assem.

Le affermazioni, che si continuano a ribadire in modo volutamente calunnioso nei nostri confronti e dell’ex assessore Antognozzi, ma che per trasposizione enunciano diffidenza addirittura nei dirigenti aziendali che hanno lavorato alla redazione del progetto, non solo sono false e faziose, ma dimostrano l’assoluta ignoranza (nel senso letterale di “non conoscere”) non solo del progetto “Contratto di rete”, ma addirittura di cosa è e cosa fa l’Assem.

Assem SpA distribuisce energia elettrica, non la vende, quindi gestisce tramite il gestionale commerciale i dati di registrazione della misura, di allacciamento, di anagrafica ecc. dei punti di consegna (contatori), ma non fattura i consumi agli utenti bensì fattura ai venditori gli oneri del servizio di trasporto per importi regolati dall’Autorità.

L’Assem Patrimonio è proprietaria delle infrastrutture (cabine, elettrodotti), riceve un canone annuo dalla SpA per il loro utilizzo ed è anche titolare dei mutui e dei finanziamenti per la loro realizzazione e manutenzione: è ovvio che quando si sarebbero conferite le proprietà, per cessione del valore o con l’ingresso della Patrimonio nel “Contratto di rete”, sarebbe scomparso dal bilancio della SpA il costo del canone.

La proiezione triennale 2021-2023 delle variazioni nei bilanci della SpA, per la sola componente della distribuzione elettrica, nelle ipotesi di attuazione o meno del “Contratto di rete” non rileva bilanci in perdita bensì diversi valori tra costi e ricavi che portano a una diminuzione media del risultato di esercizio di 46.000 euro/anno, tra l’altro compensabili con l’aumento dell’attività svolta da Assem a seguito dell’ingresso di nuovi retisti e con il riconoscimento puntuale degli investimenti.

Favorevoli per Assem sarebbero state le economie di spesa nella necessaria sostituzione del software commerciale: il costo dell’acquisto di una nuova licenza per il solo servizio elettrico, comprensivo di aggiornamenti e manutenzioni, è stato cautelativamente previsto in 140.000 euro/anno, mentre il contratto di rete prevedeva di ampliare la licenza già in possesso della Odoardo Zecca riducendo il costo per l’avvio e abbattendo nel tempo gli oneri di manutenzione.

Il ruolo di Assem non sarebbe stato assolutamente secondario o di sudditanza: la gestione amministrativa significa gestione contabile, rapporti con le banche, gestione dei contratti di distribuzione, gestione dei crediti e delle garanzie, assolvimento degli obblighi di separazione contabile del soggetto aggregato ossia la ripartizione dei riconoscimenti tariffari tra i retisti. Come pure svolgere il ruolo di centrale acquisti avrebbe significato gestire l’approvvigionamento di beni e servizi per milioni di euro. L’aggregazione graduale di più distributori, con regole che tutelano i due soggetti promotori, avrebbe fatto crescere le attività di entrambi consentendo ad Assem di garantire un futuro per i dipendenti impiegatizi, oggi coperti da servizi che si andranno a perdere entro il 2025, e per i dipendenti di Utilia Service che oggi non possono essere assorbiti se non previo concorso.

Abbandonato il perfezionamento del progetto per il ricorso al contratto di rete come strumento aggregativo, la prosecuzione della distribuzione elettrica per Assem è vincolata a una sola possibilità: fondersi entro il 2024 con un distributore di dimensioni molto più grandi tentando di raggiungere la soglia dei 50-70.000 utenti serviti, vedendosi riconosciuto un peso decisionale proporzionale pari a circa il 10%.

Il “Contratto di rete” è un progetto innovativo e articolato che altri non hanno ancora approcciato, ma la storia dell’Assem è segnata da scelte uniche e innovative (ricorso alla perequazione specifica nel 2004, realizzazione di una delle prime smart-grid in Italia, ecc.) che però l’hanno resa il “gioiello” che tutti declamano. Ed allora perché si è deciso di non conoscere, di non confrontarsi per ascoltare e capire, ma di perdere tempo vanificando il lavoro fatto e l’opportunità di un’alternativa?”.

 

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