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Il tavolo dei relatori con il sindaco Scuppa
Il tavolo dei relatori con il sindaco Scuppa

Salvalarte 2025: “Il Messaletto di Frontale deve tornare a casa”

Nel pomeriggio di domenica 25 maggio, si è tenuto nel municipio di Apiro il convegno pubblico dal titolo “Ridateci quel che è nostro: il sacramentario di Frontale”, organizzato dal Circolo Legambiente “Il Grillo” di San Severino e dal Comune di Apiro per la campagna di “Salvalarte 2025”. L’incontro si è svolto nella sala del Consiglio comunale apirese e quest’anno Salvalarte ha voluto sensibilizzare la cittadinanza riguardo la questione del “messaletto” di Frontale di Apiro, rubato cento anni fa ed al momento presente nelle collezioni della Pierpont Morgan Library di New York. Si tratta di un prezioso volume pergamenaceo (XI secolo), con le due copertine rivestite in argento sbalzato e intarsi in avorio. A cento anni dal furto, è stato finalmente sentenziato dalla Cassazione il rientro del volume in Italia, ma affinché ciò accada serve un’intesa tra i governi di Italia e Stati Uniti (Stato di New York, per la precisione) per far eseguire la sentenza ormai definitiva.

L’incontro è stato coordinato dal giornalista Giancarlo Sagramola e il primo ad intervenire è stato il sindaco di Apiro, Ubaldo Scuppa: «Il “messaletto” è stato trafugato nel 1925, un secolo esatto, ed il titolo di questa iniziativa “Ridateci quel che è nostro: il sacramentario di Frontale” è un titolo potente e “prepotente”, ma che può rappresentare quella che effettivamente è l’aspettativa delle persone che hanno venerato per tantissimi anni questo reperto storico. Un oggetto che ha rappresentato un simbolo per la comunità locale, soprattutto di Frontale di Apiro. Vorremmo sollevare la questione su questo messale e con la petizione che presenteremo oggi, speriamo di sollecitare ancora di più il Governo italiano affinché si mobiliti per la restituzione».

Il presidente de “Il Grillo”, Francesco Ranciaro, ha sottolineato che «il circolo “Il Grillo” , pur essendo di San Severino, è sempre stato aperto anche alle esigenze delle realtà limitrofe. E il “messaletto” di Apiro è stato per secoli il simbolo della sua città e dei territori interni: un simbolo di storia, di arte, di spiritualità, di pacificazione e di devozione popolare, capace di andare al di là della specifica realtà locale d’appartenenza, perché capace di creare forti legami tra i diversi comuni presenti intorno ad esso. Anche per questo evidente significato identitario, è necessario il suo recupero».

Paolo Gobbi, membro del direttivo del Grillo e responsabile di Salvalarte 2025, ha ribadito l’importanza che Salvalarte ha avuto in questi 25 anni di vita del circolo settempedano: «Salvalarte è la campagna di Legambiente dedicata, fin dalla sua nascita, alla valorizzazione ed alla gestione partecipata del patrimonio culturale italiano. In questo quarto di secolo, sono state molte le iniziative realizzate anche in collaborazione con le Amministrazioni locali, Istituzioni culturali ed associazioni, coinvolgendo specialisti dei vari settori: dalla conservazione alla divulgazione scientifica. Tra le tante attività realizzate dal Grillo, ricordo, per esempio, quelle riguardanti il patrimonio organario delle chiese cittadine settempedane; gli affreschi devozionali Mariani del territorio comunale; i castelli del contado settempedano. Tutto questo il Grillo ha realizzato con Salvalarte, prima di arrivare a questa nuova edizione, “in trasferta”, fuori dal Comune di San Severino, qui ad Apiro per contribuire alla questione del “messaletto”».

La direttrice di “The Journal of Cultural Heritage Crime”, Serena Epifani, ha ben spiegato il significato di queste opere per le comunità. Queste opere non solo hanno senso storico, artistico e spirituale, ma anche un radicato senso identitario, capace di plasmare l’identità della comunità coinvolta, perché «il patrimonio culturale è di tutti, ma soprattutto noi apparteniamo al patrimonio culturale. E questo dobbiamo far capire agli altri Paesi, l’importanza che certi beni hanno per le loro comunità originarie: noi questi beni li vogliamo perché in essi ci riconosciamo».

L’avvocato Giuseppe De Rosa, colui che si è occupato del procedimento giudiziario per conto della parrocchia di Frontale fino alla Cassazione, ha spiegato nel dettaglio la tortuosa vicenda che ha coinvolto il “messaletto”. Una vicenda che si è conclusa favorevolmente per l’Italia, ma tra la sentenza e la sua effettiva attuazione, il passaggio si fa più arduo e la questione diventa politica: «Ora è il momento della rogatoria internazionale, e deve esserci l’intervento politico da parte delle nostre autorità esecutive affinché spingano le autorità esecutive dello stato di New York affinché avvenga il ritorno del “messaletto”. È la parte più difficile: non sappiamo se il bene arriverà a casa, ma le attività come queste e la firma della petizione possono aiutare affinché le nostre autorità si muovano verso quella direzione».

I successivi stimolanti interventi di don Cesare Bovinelli, bibliotecario del monastero di Fonte Avellana, del colonnello dei carabinieri Carmelo Grasso (ex comandante Nucleo Carabinieri tutela patrimonio culturale), del professor Franco Musarra e del pubblico, hanno sottolineato l’importanza che il “messaletto” ha per la comunità di Apiro (e non solo).

Questo incontro fortemente voluto per la campagna Salvalarte del circolo Legambiente settempedano “Il Grillo”, è servito per far conoscere ad una ancor più larga platea di cittadini l’importanza della situazione. Alla fine dell’incontro, si è passati alla raccolta firme per poter presentare una petizione al Governo (con particolari destinatari il Primo Ministro, i Ministri degli Esteri, di Grazia e Giustizia e della Cultura), affinché si arrivi celermente alla restituzione del “messaletto”.

Ricordiamo che la stessa petizione può essere firmata sulla piattaforma www.change.org al link: https://www.change.org/Ridateci_il_MESSALETTO_DI_FRONTALE