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Gli artisti in mostra con il sindaco Rosa Piermattei e l'assessore alla Cultura, Vanna Bianconi
Gli artisti in mostra con il sindaco Rosa Piermattei e l'assessore alla Cultura, Vanna Bianconi

Inaugurata la seconda edizione di “D’Après”: salgono a sei gli artisti in mostra

Nel pomeriggio di domenica 5 luglio, è stata inaugurata alla chiesa della Misericordia in Piazza del Popolo la mostra D’Après 2, seconda edizione della mostra collettiva d’arte che lo scorso anno ha riscosso un notevole successo. L’evento gode del patrocinio gratuito del Comune di San Severino e del Consolato generale del Perù a Roma. All’inaugurazione, erano presenti anche il sindaco Rosa Piermattei, l’assessore alla Cultura Vanna Bianconi e il presidente del Consiglio comunale Sandro Granata, i quali si sono complimentati per la qualità della mostra e hanno auspicato una nuova edizione per il prossimo anno.

Giunta alla seconda edizione, la mostra conferma il proprio nucleo concettuale, una ricerca artistica caratterizzata da una reinterpretazione del significato di d’après: un dialogo tra presente e passato, in cui gli artisti rileggono la propria ricerca confrontando opere recenti con lavori realizzati decenni fa. Dai quattro protagonisti della prima edizione si passa a sei: accanto ad Alberto Cespi, Adriano Crocenzi, Paolo Gobbi e Sandro Pierucci, si aggiungono Shura Oyarce Yuzzelli e Andrew Smith, ampliando il sodalizio originario e la pluralità dei linguaggi; il testo critico della mostra è ancora curato da Antonio Mercuri.

I quattro artisti storici della collettiva tornano a esporre con produzioni completamente nuove.

Alberto Cespi indaga il proprio percorso artistico cimentandosi nell’arte incisoria. Le sue fitte linee generano inedite suggestioni astratto-informali e il suo cammino nell’utilizzo del nero, del grigio e del blu è metodico e analitico: il risultato è una serie di paesaggi indefinibili ma fortemente suggestivi.

Adriano Crocenzi propone un percorso dinamico tra tele fortemente policrome, alternate a sculture nate dal recupero creativo di materiali di scarto e creazioni orafe: la sua opera è incentrata sulla ricerca, incessante e nervosa, del giusto accostamento tra le diverse materie.

Paolo Gobbi questa volta si allontana dalle sfumature pittoriche dello scorso anno per concentrarsi sulla consistenza geometrica e sulla forza del segno delle sue nuove opere, mediante assemblaggi di elementi geometrici di cartone dalle varie tinte stratificate: in mostra è possibile vedere il dialogo, fatto di continuità e fratture, tra questi nuovi lavori e una sua opera degli anni Ottanta.

Sandro Pierucci si misura invece con tele di dimensioni più ridotte rispetto al passato, mantenendo però intatta la forza d’impatto: le sue opere, realizzate a inchiostro, acrilico acquarellato e sanguigna, sono un inedito omaggio alla letteratura greca antica; il suo d’après è un dialogo visivo con l’Iliade.

La ricerca pittorica di Shura Oyarce Yuzzelli si caratterizza per dipinti capaci di intrecciare cromie sfumate con la materia, una materia che rievoca le sue radici peruviane e l’arte tessile. Nel suo d’après, come in quello di Gobbi, è possibile sondare l’evoluzione nel tempo: nelle opere esposte, i colori creano un legame intenso tra passato e presente, ed è possibile vedere come le evidenti sfumature di oggi non cancellino la presenza dell’aspetto materico, ma lo esaltino pur nelle nuove ricerche cromatiche. Il risultato è un ricco, ininterrotto e fecondo dialogo tra la produzione di ieri e quella di oggi.

Andrew Smith, infine, è uno scultore inglese, lavora direttamente la pietra, conservando volutamente parti della materia allo stato grezzo: esalta così il contrasto tra la solidità della pietra e la morbidezza delle forme che emergono dalle superfici scolpite, dove è evidente la tensione verso la ricerca della forza strutturale e degli equilibri della forma.

Questa collettiva è quindi un incontro tra artisti dal passato differente e dalle diverse attitudini: autori che hanno deciso di percorrere insieme una piccola parte del loro viaggio, per confrontare le loro diverse visioni, come sottolineato dal curatore della mostra, Antonio Mercuri. In ultimo, Paolo Gobbi, parlando anche a nome dei suoi colleghi, ha dichiarato: «Molti artisti, ben più autorevoli e noti di noi, hanno sostenuto che, nell’arco di un’intera vita, non si fa altro che realizzare la stessa opera, declinandola ogni volta in forme diverse. Forse è proprio questo il senso più profondo del nostro D’Après: un confronto continuo con ciò che siamo stati, un ritorno che non è ripetizione, ma trasformazione. Un processo che, in fondo, riguarda ogni artista e ogni ricerca autentica».

La mostra rimarrà aperta fino a domenica 2 agosto. Sarà possibile visitarla il giovedì e il venerdì dalle ore 16.30 alle 19.30; il sabato e la domenica l’apertura è prevista al mattino, dalle 10.30 alle 12.30, e al pomeriggio dalle 16.30 alle 19.30.

Silvio Gobbi