Dopo quello di inizio stagione, con un giorno di anticipo sulla visita del capo dello stato Sergio Mattarella a San Severino, all’Ic Padre Tacchi Venturi si è replicata la simulazione dell’evacuazione dell’edificio nel caso di calamità già avvenuta ad inizio anno scolastico. Con qualche minuto di anticipo sulla ricreazione delle classi seconde e terze della Secondaria, intorno alle 10.50, il suono insistito e ritmato della campanella ha messo in allarme gli orecchi allenati degli studenti che in un battibaleno si sono rifugiati sotto i banchi, prima mossa di contenimento nel caso di terremoti, mentre gli insegnanti hanno optato, almeno coloro che vantano molte più primavere sulle spalle rispetto ad alunni e colleghi, per l’appiattimento sui muri portanti delle aule, in modo da contenere gli eventuali danni fisici nel malaugurato caso del ritorno del sisma con magnitudo consistente. Subito dopo, registro cartaceo alla mano, i docenti di Secondaria e delle classi di Primaria ancora dislocati nel plesso centrale si sono diretti con gli studenti, in maniera ordinata e composta, negli appositi spazi esterni di raccolta della struttura del Tacchi Venturi. Una volta completato l’appello e compilato il modulo sintetico per ciascuna classe dell’istituto diretto da Catia Scattolini, il ritorno in classe con il sorrisetto di qualche studente che, grazie all’esercitazione, ha guadagnato qualche minuto supplementare, nei prossimi giorni, per completare il compito in classe a mente fresca. Nel caso di un allarme reale, tutti avrebbero in ogni caso guadagnato un’ampia sufficienza.
Lu.Mus.
Il Settempedano


