Hill of Desires. Practices of Rural Imagination (ed. Viaindustriae, 2025) è un testo collettivo che esplora il rapporto tra arte, territorio e ambiente, in Italia e in Europa, dagli anni Sessanta a oggi, con un’attenzione particolare alle aree rurali e marginali. Curato da Matteo Binci, Pietro Consolandi, Giacomo Pigliapoco e Bianca Schröder, il volume nasce con l’intento di mettere in dialogo diverse pratiche artistiche, riflessioni teoriche e forme di documentazione visiva, offrendo una prospettiva critica e interdisciplinare sul ruolo dell’arte e sul significato della ruralità nella cultura contemporanea.
Il testo si struttura in cinque sezioni principali: un atlante visivo di opere italiane realizzate dagli anni Sessanta a oggi; tre sovraccoperte d’artista commissionate appositamente; saggi inediti di autori e collettivi come Elvira Vannini, Panos Giannikopoulos, Simone Ciglia, Myvillages, Robida Collective, Paisanaje, Ronald Kolb e Marcelo Expósito; una bibliografia collettiva; la documentazione fotografica del Traffic Festival (festival d’arte marchigiano nato nel 2018, noto a livello nazionale). La combinazione di questi diversi elementi rende il libro non una semplice raccolta di testi e immagini, ma un dispositivo capace di documentare e stimolare la conoscenza e la riflessione sull’arte in maniera critica e diacronica.
Il nucleo concettuale di Hill of Desires è la ruralità intesa come spazio di narrazione e di “contro-narrazione”: uno spazio dove politica ed ecologia si confrontano e si scontrano, mostrando gli attriti con la complessa realtà dei grandi centri urbani. Le opere documentate e analizzate rivelano come l’arte possa interrogare il paesaggio, valorizzare le relazioni sociali e costruire nuove geografie culturali anche nei luoghi più periferici, generando memorie originali in contesti insospettabili.
Il volume evidenzia inoltre la continuità e le fratture tra le pratiche artistiche degli anni Sessanta (come la Land Art e gli interventi site-specific capaci di ridefinire il rapporto tra opera e natura) e le sperimentazioni contemporanee, sempre più orientate verso la cura dei territori e la partecipazione collettiva. L’opera è bilingue (italiano-inglese) ed è sostenuta dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura nell’ambito del programma Italian Council.
Dopo la presentazione del 28 febbraio alla Sala consiliare del Comune di Loreto, il tour di Hill of Desires proseguirà il 13 marzo al MAXXI L’Aquila; il 21 marzo all’Instável – Centro Coreográfico, Porto (Portogallo); il 24 marzo alla Facultad de Bellas Artes de San Carlos, Università di Valencia (Spagna); il 27 marzo al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato.
Silvio Gobbi
Il Settempedano



