La biblioteca “Antolisei” ha ospitato un interessantissimo momento di riflessione in occasione dell’ultimo appuntamento della rassegna “Un caffè con l’autore”. Protagonista dell’incontro è stato il giornalista Silvio Gobbi che ha condotto il pubblico in un viaggio analitico e visivo attraverso l’evoluzione del racconto dei conflitti, dagli anni Sessanta fino all’alba del nuovo millennio.
La serata è stata aperta dal saluto dell’assessore alla Cultura, Vanna Bianconi, che ha sottolineato l’importanza di ospitare ricerche di alto valore scientifico capaci di stimolare il senso critico della cittadinanza.
Al centro della conferenza pubblica la ricerca di Silvio Gobbi che ha mostrato come il giornalismo di guerra sia stato radicalmente trasformato dall’avvento e dall’egemonia della televisione. Attraverso il supporto di materiali video e fotografici, è emerso come il piccolo schermo abbia reso la guerra “visibile” e “coinvolgente”, incidendo profondamente sulla percezione pubblica e sull’opinione delle masse, superando la potenza della sola cronaca scritta.
Durante l’incontro sono stati analizzati casi studio cruciali della storia contemporanea: la guerra del Vietnam, prima vera “guerra in salotto” che ha cambiato il rapporto tra media e potere, la Prima guerra del Golfo che ha visto in prima linea il paradosso di un conflitto iper-tecnologico ma povero di immagini reali, e poi quella nella ex Jugoslavia e in Kosovo con le difficoltà del racconto sul campo, tra picchi di sovraesposizione mediatica e preoccupanti silenzi informativi.
Un focus particolare è stato dedicato ai giornalisti “embedded” in Iraq: Gobbi ha mostrato come, pur operando all’interno delle truppe militari, molti reporter siano riusciti a documentare gli aspetti più crudi e scomodi dei combattimenti.
Il materiale presentato non è stato solo frutto di esperienza giornalistica, ma l’esposizione della rigorosa ricerca sviluppata da Silvio Gobbi per la sua tesi magistrale in Scienze storiche e orientalistiche presso l’Università di Bologna, con la relatrice professoressa Marica Tolomelli e il correlatore Mirco Dondi.
L’autore ha concluso riflettendo sulle sfide odierne: in un’epoca dominata dalla velocità dei social network e dell’informazione online, la verifica delle notizie diventa un compito ancora più complesso e vitale che richiede ai professionisti un rigore etico e metodologico senza precedenti.
Il Settempedano


