Un nome per rendersi conto che l’orrore della Shoah è stato purtroppo vissuto anche alle nostre latitudini. David Bivash, l’ebreo con radici iberiche nato a Salonicco e vissuto a Napoli prima di essere internato a San Severino e successivamente deportato ad Auschwitz, dove non sopravvisse, è stato oggetto di approfondimento per le cinque classi terze della Secondaria dell’Ic Padre Tacchi Venturi diretto da Catia Scattolini in occasione della Giornata della memoria.
Introdotta dalla docente di lettere Valeria Colafrancesco e dalla presidente della sezione Anpi settempedana capitano Salvatore Valerio, professoressa Donella Bellabarba, che ha tenuto a rimarcare come «il suprematismo e il nazionalismo conducano alla dittatura e alla guerra, mentre l’accettazione del diverso e il rispetto umano per ogni individuo generino gioia», l’ex assessore comunale Simona Gregori ha ripercorso le tappe fondamentali della vita di David Bivash, l’ebreo internato a San Severino dopo la promulgazione delle leggi razziali del 1938 ed arrestato per poi essere condotto con alcuni membri di altre 17 famiglie ebraiche, il 30 novembre 1943, verso quella che sarebbe stata l’ultima, dolorosa tappa della sua vita, il campo di concentramento polacco di Auschwitz dove trovò la morte.
Gregori ha messo in luce le speranze dell’uomo a cui si ricongiunse la moglie nel periodo di vita trascorso serenamente a San Severino, luogo accogliente, «tanto che David invitò anche il cognato a raggiungerli. Poi, però, l’arresto, il trasferimento ad opera dei militi della Rsi a Villa Lauri di Pollenza, quindi Fossoli e poi nell’inferno di Birkenau, Auschwitz due, dove la sua vita fu presto recisa. Per ricordarlo due anni fa ponemmo una pietra d’inciampo davanti al forno Ortenzi, dove Bivash risiedeva nel suo periodo di residenza forzata a San Severino. Per ricordare lui, i terribili momenti dello sterminio degli ebrei da parte dei nazi-fascisti ed i fatti storici da non ripetere».
Ragazzi attenti, catturati da una storia che non li ha lasciati indifferenti.
Lu.Mus.
Il Settempedano


